La “falsa sciabola”: un predatore dei primi ominini?

La storia naturale di un genere poco noto di felidi dai denti a sciabola

Vissuto dall’inizio del Pliocene fino al Pleistocene Inferiore (tra circa 5 e 1 milione di anni fa) in Eurasia, America settentrionale e Africa sud-orientale, Dinofelis era un carnivoro di media taglia appartenente alla sottofamiglia Machairodontinae, attualmente estinta. Il nome scientifico di questo genere significa “felino terribile” e fu coniato dal paleontologo austriaco Otto A. Zdansky, che lo descrisse per la prima volta nel 1924. Dinofelis è stato soprannominato anche “falsa tigre dai denti a sciabola” per via della particolare morfologia dei suoi canini superiori, ricurvi e compressi lateralmente, ma di dimensioni intermedie tra quelli di Smilodon, il più famoso rappresentante della stessa sottofamiglia, e quelli del leone attuale.

Inoltre Dinofelis possedeva arti abbastanza lunghi e robusti, la cui morfologia ha suggerito che esso non fosse un abile corridore, bensì un agile arrampicatore che viveva nelle foreste. Tale ipotesi è avvalorata anche dalla sua coda lunga e flessibile, in quanto potrebbe aver aiutato questo felide estinto a bilanciare il proprio corpo negli spostamenti sugli alberi.

Probabilmente Dinofelis cacciava attraverso imboscata come gli altri machairodontini, trafiggendo le prede al collo dopo averle immobilizzate per mezzo dei robusti arti anteriori, e successivamente le portava al sicuro sugli alti rami degli alberi, analogamente a quanto si osserva nel leopardo attuale. Le sue prede preferite coincidevano solitamente con erbivori di media taglia, di dimensioni paragonabili a quelle delle gazzelle odierne. Inoltre alcuni paleontologi, tra cui Charles K. Brain, Alan Turner e più recentemente Donna Hart e Robert W. Sussman, hanno sostenuto l’ipotesi che Dinofelis estendesse la propria caccia anche ai primati, inclusi gli australopiteci. A prova di ciò ci sarebbero non solo la dentatura e le mascelle molto robuste di Dinofelis, che gli avrebbero consentito di fratturare le ossa dello scheletro dei primati, ma anche alcuni segni di predazione presenti su numerose ossa di Australopithecus, simili per morfologia e percentuale a quelli inferti dai grossi felini sullo scheletro degli ungulati africani attuali. Tuttavia all’interno della comunità scientifica restano ancora pareri discordanti a riguardo, tanto che solamente ulteriori studi in merito potranno confermare o meno l’ipotesi che vede Dinofelis un abile predatore dei primi ominini.  

I ritrovamenti più antichi di questo genere di felide estinto provengono dalla località di Lothagam in Kenya e risalgono a circa 5 milioni di anni fa. In Eurasia il genere Dinofelis, rappresentato dalle specie D. diastemata e D. cristata, è stato rinvenuto nei siti fossiliferi di Etulia in Moldavia e di Zemo Melaani e Kvabebi in Georgia. In Cina settentrionale diversi resti fossili della specie D. abeli sono stati rinvenuti nella località di Shanxi. Inoltre in Nord America le principali testimonianze di questo genere, attribuite alla specie D. paleoonca, sono state scoperte in Texas, nei depositi di Blanco Beds. Altri giacimenti fossiliferi di D. barlowi e D. piveteani, datati tra 2,5 e 1,5 milioni di anni fa, sono stati ritrovati nelle località africane di Bolt’s Farm vicino a Johannesburg, Langebaanweg, Sterkfontein, Olduvai e Kromdraai. Infine tra i ritrovamenti più recenti di Dinofelis si ricordano quelli di Kanam East in Sud Africa, datati circa 1 milione di anni fa.

L’estinzione di questa “falsa sciabola” è sopraggiunta nel Pleistocene Inferiore a causa del cambiamento climatico e della conseguente modifica della fauna ad erbivori. Sembra abbia giocato un ruolo altrettanto importante anche la comparsa in Eurasia e Nord America di Panthera onca gombaszoegensis e Panthera onca augusta, due sottospecie del giaguaro attuale ecologicamente più generalisti di Dinofelis, e la conseguente competizione innescatasi tra queste e la “finta tigre dai canini a scimitarra”.


Bibliografia:
– Brain C. K., 1981. The hunters or the hunted? University of Chicago Press, Chicago (USA).
– Cooke H. B. S., 1991. Dinofelis barlowi (Mammalia, Carnivora, Felidae) cranial material from Bolt’s Farm, collected by the University of California african expedition. Paleontology of Africa 28: 9-21.
– Croitor R. e Brugal J. P., 2010. Ecological and evolutionary dynamics of the carnivore community in Europe during the last 3 million years. Quaternary International 212: 98-108.
– Geraads D., 2005. First record of Dinofelis (Felidae, Mammalia) from North Africa. Neues Jahrbuch für Geologie und Paläontologie Monatshefte, E. Schweizerbartsche Verlagsbuchhandlung: 308-320.
– Hart D. e Sussman R. W., 2005. Man the hunted. Westview Press, Boulder (USA).
– Kurtén B., 1972. The genus Dinofelis (Carnivora, Mammalia) in the Blancan of North America. Texas Memorial Museum.
– Turner A. e Antón M, 1997. The big cats and their fossil relatives: an illustrated guide to their evolution and natural history. Columbia University Press.
– Werdelin L. e Lewis M. E., 2001. A revision of the genus Dinofelis (Mammalia, Felidae). Zoological Journal of the Linnean Society 132 (2): 147-258.
– Werdelin L. e Lewis M. E., 2005. Plio-Pleistocene Carnivora of eastern Africa: species richness and turnover patterns. Zoological Journal of the Linnean Society 144: 121-144.

Fonte dell’immagine