La logica del vivente

Tenendo stretta la relazione tra “mappa” epistemologica e “territorio” biologico, una riflessione rigorosa e una visione innovativa che procedono sulla via del naturalismo darwiniano

Franco Giorgi, Un mondo di relazioni, Tangram Trento 2017


In questo libro Franco Giorgi parte da una riflessione epistemologica sulla natura della conoscenza e in particolare della spiegazione scientifica (causalità, funzionalità), che viene proiettata sulla la storia dell’evoluzionismo per mettere a fuoco dei nodi problematici come quello del finalismo/naturalismo, o quello dell’informazione genetica e del codice, con la transizione analogico-digitale, attorno al quale si sviluppa il passaggio dal paradigma genetico al paradigma epigenetico.

Ma in questa riflessione epistemologica, la “mappa”, è tenuta saldamente ancorata al “territorio”, la complessità dell’organizzazione del vivente, che è l’oggetto e il campo dell’esperienza di biologo ricercatore dell’autore. Per questo il libro potrà costruire un ponte tra coloro che sviluppano una riflessione epistemologica sulla scienza biologica ma che tendono a perdere la presa sulla concretezza della ricerca, così come da coloro che costruiscono l’edifico della scienza biologica con la fatica del lavoro quotidiano nella ricerca di laboratorio e che tendono a diffidare delle riflessioni filosofiche “astratte”.

È la complessità, intesa in senso rigorosamente scientifico, del fenomeno vivente che porta Giorgi a riflettere sulla selezione a più livelli e sull’autonomia del vivente, fino ad arrivare alla proposta di una prospettiva “biosemiotica”, che assume il “significato” come fattore determinante nella formazione dei “comportamenti” ai diversi livelli di organizzazione, superando la pura funzione legata ai circuiti segnale-risposta.

In questo discorso sul comportamento in reazione al significato, l’organizzazione strutturale e funzionale della membrana plasmatica gioca un ruolo chiave e a questa dinamica sono legati il differenziamento cellulare e lo sviluppo embrionale.

Nella prospettiva biosemiotica vengono spiegati i temi della sessualità umana e il significato della clonazione, ma affrontati anche livelli sovraordinati dell’organizzazione del vivente, come l’apprendimento e l’emergenza dell’intenzionalità e della coscienza, fino alla riflessione finale sui valori.

La lettura di questo testo sarà apprezzata soprattutto da coloro che sono disgustati dalla “volgarità” della divulgazione, dalla rinuncia a dare spiegazioni, ritenute troppo “difficili” per accattivarsi le simpatie del pubblico, sostituite da suggestioni e metafore che creano un senso di falsa “familiarità”, e di conseguenza inducono a credere di sapere, principale ostacolo alla conoscenza, non solo scientifica. In questo libro non viene mai a mancare il rigore epistemologico; ne è un esempio la distinzione tra “teleomatico”, “teleonomico” e “teleologico”, che ci aiuta a capire come mai la rivoluzione naturalistica darwiniana, che avrebbe dovuto spazzare via una volta per tutte dalla rappresentazione della natura il finalismo, non sia ancora di casa nella nostra cultura, dal momento che anche scienziati evoluzionisti usano disinvoltamente un linguaggio finalistico o addirittura animistico.

Giorgi non risparmia mai allettore le spiegazioni “difficili”, perché offre spiegazioni per ogni ipotesi, per ogni concetto che propone, tenedosi lontano dall’errore, così comune ai divulgatori, che nella comunicazione ai non esperti danno per scontato proprio ciò dovrebbero far loro comprendere. In questo senso il libro di Giorgi insegna che la conoscenza è un “cammino che si fa andando” e che le scorciatoie fanno perdere il meglio del paesaggio.