La quasi estinta salamandra gigante cinese: non una, ma cinque specie

La salamandra gigante cinese, l’anfibio più grande del mondo, sarebbe in realtà composta da almeno 5 specie diverse, che in natura, a causa della distruzione dell’habitat e della loro richiesta nella cucina cinese, sono quasi estinte

Con i suoi 60 chilogrammi e quasi due metri di lunghezza, la salamandra gigante cinese (Andrias davidianus) possiede il primato di essere l’anfibio più grande del mondo.  Spesso definita un “fossile vivente” per le sue origini antichissime (qui un contributo di Pikaia sull’utilizzo errato di questo termine), è oggi però considerata a rischio di estinzione e i risultati di due studi congiunti pubblicati su Current Biology rivelano che non è una sola specie come si pensava, ma almeno cinque, tutte minacciate di estinguersi nel breve periodo.

In Cina, la salamandra gigante cinese è considerata un vero e proprio cibo di lusso: una prelibatezza che arriva a costare anche 300 dollari al chilogrammo. Per soddisfare la crescente domanda dei consumatori, ma anche a causa della distruzione del loro habitat, questo animale sta affrontando una situazione davvero drammatica: dagli anni ‘50 in poi la popolazione ha avuto un rapido declino fino a venire classificata come a rischio di estinzione nella Lista Rossa dell’IUCN.

Il primo studio è stato svolto da un gruppo di ricerca della Chinese Academy of Sciences guidato da Fang Yang con un’analisi genetica di 70 individui catturati in natura e più di 1000 esemplari allevati in cattività che ha rivelato un risultato davvero inaspettato: la salamandra gigante cinese, da sempre considerata un’unica specie, in realtà sembra composta da almeno 5 linee genetiche differenti. In Cina, infatti, questi animali vivono in fiumi separati tra loro, e poiché non percorrono grandi distanze, nel lungo tempo questa differenza di habitat può aver portato a speciazione.

Questa scoperta rende ancora più complicata la conservazione di queste specie. In passato, infatti, questi anfibi venivano mantenuti in allevamenti protetti per poi essere rilasciati in natura. Tutte operazioni che sono state fatte pensando di lavorare con un’unica specie, cosa che avrebbe invece aumentato non solo l’ibridazione tra diverse linee genetiche ma anche la diffusione delle malattie tra la fauna selvatica, contribuendo così involontariamente a peggiorare la situazione di queste specie. Alla luce di questi risultati, gli autori dello studio chiedono quindi delle misure preventive alla liberazione incontrollata degli esemplari in cattività, allevando separatamente i diversi lignaggi genetici.

Il secondo studio della Zoological Society of London (ZSL) coordinato da Samuel Turvey, sempre pubblicato su Current Biology, ha messo in luce la criticità di queste specie analizzando per 4 anni 97 siti presenti in 16 province del paese. Da questi risultati è emerso che le popolazioni di salamandre giganti cinesi sono scomparse da gran parte del loro areale storico, a causa del bracconaggio a cui sono sottoposte da moltissimi anni. Durante la ricerca, infatti, gli autori hanno trovato diverse prove di bracconaggio illegale come trappole, ami e resti di strumenti non consentiti per la cattura di questo animale. Inoltre, circa della metà delle persone che sono state intervistate in questa ricerca non vedeva una salamandra gigante cinese da almeno 20 anni.

Queste ricerche evidenziano l’effettiva necessità di aggiornare le misure di conservazione di queste specie adottate fino ad ora dal governo cinese e migliorare i programmi di rilascio nell’ambiente naturale degli esemplari allevati in cattività. Il fatto più preoccupante è, infatti, che le salamandre giganti cinesi possano estinguersi definitivamente in natura. Come dicono gli autori, perdere un predatore al vertice della catena alimentare potrebbe causare un grosso squilibrio in tutto l’ecosistema. Tuttavia, per far sì che le future norme abbiano successo, un altro importante punto su cui focalizzarsi è il bracconaggio: un compito molto importante che richiederà azioni governative più severe.


Riferimenti:

Fang Yan, Jingcai Lü, Baolin Zhang, Zhiyong Yuan, Haipeng Zhao, Song Huang, Gang Wei, Xue Mi, Dahu Zou, Wei Xu, Shu Chen, Jie Wang, Feng Xie, Minyao Wu, Hanbin Xiao, Zhiqiang Liang, Jieqiong Jin, Shifang Wu, CunShuan Xu, Benjamin Tapley, Samuel T. Turvey, Theodore J. Papenfuss, Andrew A. Cunningham, Robert W. Murphy, Yaping Zhang, Jing Che. The Chinese giant salamander exemplifies the hidden extinction of cryptic species. Current Biology, 2018; 28 (10): R590 DOI: 10.1016/j.cub.2018.04.004

Samuel T. Turvey, Shu Chen, Benjamin Tapley, Gang Wei, Feng Xie, Fang Yan, Jian Yang, Zhiqiang Liang, Haifeng Tian, Minyao Wu, Sumio Okada, Jie Wang, Jingcai Lü, Feng Zhou, Sarah K. Papworth, Jay Redbond, Thomas Brown, Jing Che, Andrew A. Cunningham. Imminent extinction in the wild of the world’s largest amphibian. Current Biology, 2018; 28 (10): R592 DOI: 10.1016/j.cub.2018.04.005


Crediti immagine: Chinese giant salamander from the Prague Zoo