La selezione che aiuta a scappare

L’introduzione, voluta o involontaria, di una specie alloctona all’interno di una comunità ecologica può provocare profondi effetti, a volte catastrofici, sul delicato equilibrio che si è instaurato nel corso del tempo tra le diverse specie. Questi effetti dannosi sono tanto maggiori quanto più la specie in questione è invasiva, in grado quindi di proliferare ed espandersi rapidamente nel nuovo ecosistema.

L’introduzione, voluta o involontaria, di una specie alloctona all’interno di una comunità ecologica può provocare profondi effetti, a volte catastrofici, sul delicato equilibrio che si è instaurato nel corso del tempo tra le diverse specie. Questi effetti dannosi sono tanto maggiori quanto più la specie in questione è invasiva, in grado quindi di proliferare ed espandersi rapidamente nel nuovo ecosistema. In risposta alle nuove pressioni selettive conseguenti alla presenza di nuove specie in un contesto ecologico, le popolazioni locali, autoctone, rispondono mettendo in atto nuove strategie e comportamenti.

A tal proposito, dalla rivista Ecology giunge un bell’esempio di adattamento per selezione naturale di una piccola lucertola (Sceloporus undulatus) in risposta alla predazione da parte della formica di fuoco (Solenopsis invicta), estremamente invasiva. Questi insetti, originari dell’America Latina, giunsero nelle regioni settentrionali del continente negli anni ’30 e attraversarono un periodo di intensa proliferazione. Le formiche di fuoco sono voraci predatrici e cacciano, tra le svariate prede, anche la lucertola della specie Sceloporus undulatus. E’ stato segnalato che sole 12 formiche sono in grado, iniettando un potente veleno, di uccidere in meno di un minuto un individuo adulto di questa specie.

Un gruppo di ricercatori della Penn State University ha condotto un interessante studio sperimentale al fine di valutare se le diverse popolazioni di Sceloporus undulatus avessero attuato strategie di elusione per ridurre le possibilità di essere predati. In particolare, i ricercatori hanno analizzato i comportamenti antipredatori di 3 popolazioni che vivono in ambienti che sono stati invasi da queste temibili formiche rispettivamente 23, 54 e 68 anni fa, e di una che non è ancora in contatto con l’insetto predatore. I risultati indicano una sostanziale differenza nelle risposte agli attacchi delle formiche tra le diverse popolazioni: le lucertole a contatto da lungo tempo con gli insetti manifestano, infatti, un’alta percentuale di successo nella fuga, contrariamente a quelle non ancora sottoposte a questa nuova pressione selettiva.

La ricerca ha inoltre valutato se questa migliore capacità di divincolamento e veloce fuga dalle formiche fosse legata ad alcune caratteristiche morfologiche delle zampe, individuando una significativa differenza nella lunghezza media degli arti posteriori tra le popolazioni che subiscono diverse pressioni predatorie da parte delle formiche. In questo caso, le lucertole che sono sottoposte da lungo tempo agli attacchi degli insetti manifestano zampe posteriori più lunghe, tratto che sembra adattativo in quanto legato alla potenza e alla velocità nella corsa. Essendo la lunghezza delle zampe un carattere che, in prevalenza, viene determinato geneticamente, ecco servito un perfetto caso di adattamento per selezione naturale.

Nelle popolazioni che subiscono gli attacchi delle formiche, gli individui che casualmente manifestano le zampe più lunghe sono avvantaggiati dalla selezione naturale in quanto hanno maggiori capacità nella fuga da questi nuovi ed inaspettati predatori. In questo modo, con il passare delle generazioni, la frequenza degli individui dotati di questa caratteristica adattativa si diffondono nella popolazione: e così si spiega la crescente percentuale di successo nella fuga in relazione al periodo trascorso a contatto col predatore nelle diverse popolazioni. Un chiaro esempio di selezione naturale in atto!

Questo studio pone inoltre l’accento su un aspetto importante della teoria dell’evoluzione: la selezione naturale agisce solo a livello di popolazione, sulla base delle differenti pressioni selettive che agiscono su di essa in un dato momento.

Andrea Romano


Riferimenti:
Tracy L. Langkilde. 2009. Invasive fire ants alter behavior and morphology of native lizards. Ecology 90:208–217.

Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons