La Turchia dice addio a Darwin

La Turchia si prepara a cancellare la teoria dell’evoluzione dai programmi scolastici dal 2019

Lo sappiamo. La Turchia non ha un rapporto amichevole con la teoria dell’evoluzione. Nell’ultimo decennio (dal 2008 ad oggi), ricordiamo, in questo Paese si sono infatti succeduti diversi episodi volti a limitare una corretta informazione scientifica su questo tema. Il tutto iniziò con la censura del sito di Richard Dawkins (Pikaia ne ha parlato qui) su denuncia del famoso creazionista turco, Harun Yahya, che negli scorsi anni ha pubblicato e diffuso in tutta Europa il suo Atlante della Creazione (presentato, ahinoi, in una conferenza patrocinata dal Comune di Milano alcuni anni fa; Pikaia ne ha parlato qui). Si passò poi al licenziamento di giornalisti per aver pubblicato immagini di Charles Darwin sulla copertina della rivista del Tubitak, il CNR turco (Pikaia ne ha parlato qui), e, solo due anni dopo, al blocco di un sito americano dedicato alla didattica dell’evoluzione (Pikaia ne ha parlato qui).

Nonostante le diverse denunce della comunità scientifica internazionale sulla drammatica situazione dell’insegnamento, anche in ambito universitario (Pikaia ne ha parlato qui), della teoria di Darwin, la Turchia va avanti nella sua politica volta a limitarne la divulgazione e la notizia di questi giorni è ancora più preoccupante. Sembra, ma la proposta non è ancora stata ufficialmente approvata, che il governo turco abbia deciso di eliminare la teoria dell’evoluzione dai programmi scolastici delle scuole superiori (BBC News, Daily Mail). La decisione è stata comunicata da Alpaslan Durmuş, il funzionario del ministero dell’Istruzione che si occupa di programmi scolastici, attraverso un video pubblicato sul sito del ministero. Se fosse confermata, dal 2019 la Turchia dirà definitivamente addio alla teoria che spiega l’origine e la diversificazione delle forme viventi sul Pianeta.

Anche considerando la già ben limitata preparazione sulla teoria dell’evoluzione degli abitanti della Turchia (si veda qui), la notizia è senza dubbio deprimente, soprattutto alla luce delle velleità del Paese di entrare a far parte della Comunità Europea. Vi terremo aggiornati su eventuali sviluppi.


Immagine da Wikimedia Commons