Le femmine col cervello più grande preferiscono i maschi più appariscenti

Nel pesce Poecilia reticulata, le femmine con il cervello più grande preferiscono maschi più appariscenti, mentre quelle con il cervello più piccolo non mostrano alcun tipo di preferenza. Tali differenze anatomiche potrebbero avere un ruolo importante alla base della variazione della scelta del partner

Nelle specie sessualmente dimorfiche in cui i maschi presentano caratteri sessuali secondari, è nota la preferenza femminile verso i maschi con ornamenti elaborati, che sono solitamente di alta qualità. Sebbene tale preferenza femminile sia stata dimostrata in un gran numero di specie diverse, esiste ancora una conoscenza assai limitata riguardo alle modalità che permettono alle femmine di discriminare tra maschi differenti. Tra i possibili meccanismi, sembra che possano giocare un ruolo di primo piano alcuni fattori estrinseci, come il contesto sociale, ma anche intrinseci, quali la condizione, l’esperienza acquisita in passato e le abilità cognitive individuali.

Un team di ricercatori delle Università di Stoccolma e di Londra, guidato da Niclas Kolm, ha recentemente pubblicato sulla rivista Science una ricerca che ha indagato le preferenze sessuali nel pesce Poecilia reticulata, mostrando come le femmine con il cervello più grande mostrino una preferenza per i maschi con caratteri sessuali secondari più espressi ed elaborati, ovvero con colorazioni più sgargianti e code più grandi. Uno studio precedente aveva dimostrato che, in tale specie, maggiori dimensioni del cervello sono correlate a migliori abilità cognitive, intese come l’acquisizione, il processamento , la conservazione e l’uso delle informazioni. In questo lavoro, Kolm e colleghi si sono chiesti quale fosse il ruolo delle dimensioni del cervello delle femmine nella scelta del compagno.

Partendo da esemplari di Poecilia reticulata provenienti da Trinidad, i ricercatori hanno selezionato in laboratorio, per alcune generazioni, linee artificiali sulla base delle dimensioni relative del cervello degli animali: sono state così ottenute due sottopopolazioni, una con cervello grande e una con cervello piccolo. Per gli esperimenti sono state utilizzate 36 femmine da ciascuna di queste due sottopopolazioni e 16 individui con il cervello nella media (wild type). Per eseguire tale test, le femmine sono state poste per un intervallo di tempo di 15 minuti, all’interno di acquari nei quali potevano liberamente nuotare avanti e indietro, soffermandosi in prossimità di altri acquari, dove erano presenti, separatamente, un maschio molto appariscente (colorato e con una grande coda) o un maschio poco appariscente (con colorazione scialba e con una coda piccola). La preferenza nei confronti dell’uno o dell’altro maschio è stata misurata calcolando il tempo passato dalla femmina davanti a ciascuno di loro.

Studiando il comportamento delle femmine all’interno degli acquari, i ricercatori hanno notato che gli individui wild type e quelli selezionati per avere un cervello più grande mostravano preferenze per i maschi più appariscenti, mentre negli esemplari aventi il cervello più piccolo non si osservava nessun tipo di preferenza. Queste ultime passavano quindi uguale tempo in compagnia di entrambi i maschi.

Lo studio dimostra anche che tali comportamenti diversi non sono correlabili a diverse percezioni dei colori, in quanto tra le sottopopolazioni non vi sono differenze significative nella risposta optomotoria né nell’espressione del gene delle opsine (che determinano la percezione dei colori); è inoltre è poco probabile che esse derivino dal contesto sociale e dall’esperienza. Presumibilmente, il diverso comportamento delle femmine è dovuto alle loro diverse abilità cognitive, ovvero alla loro capacità di ricordare il maschio più bello e di saperlo valutare.

I maschi più appariscenti mostrano maggiori abilità nel nuoto e nel procurarsi il cibo rispetto a quelli che lo sono meno, oltre che ad essere più in salute: essendoci dunque dei vantaggi in termini di fitness nell’accoppiarsi con essi, non stupisce che le abilità cognitive delle femmine, che incidono nella scelta del partner, siano sottoposte a una considerevole selezione. Tuttavia, sviluppo e mantenimento di un cervello grande implicano un considerevole dispendio energetico, a scapito di altri importanti tratti per la fitness dell’individuo, tra cui la crescita, la fecondità e la risposta immunitaria innata. Tali fattori giustificano l’enorme varietà in termini di anatomia del cervello e di abilità cognitive che si riscontrano sia all’interno delle singole specie che tra specie diverse e che potrebbero essere fattori molto importanti per il mantenimento della variazione nella scelta del partner e nelle caratteristiche sessuali che si osservano in natura.


Riferimento: 
Alberto Corral-Lòpez, Natasha I. Bloch, Alexander Kotrschal, Wouter van der Bijl, Severine D. Buechel, Judith E. Mank, Niclas Kolm, Female brain size affects the assessment of male attractiveness during mate choice. Science Advances (2017); doi: 10.1126/sciadv.1601990

Immagine: By Amy E. Deacon, Hideyasu Shimadzu, Maria Dornelas, Indar W. Ramnarine & Anne E. Magurran [CC BY 4.0], via Wikimedia Commons