Le femmine evolvono cervelli più grandi se i maschi hanno genitali più lunghi

La selezione per maschi con genitali più lunghi comporta un aumento delle dimensioni del cervello nelle femmine. È quanto riporta uno studio effettuato su una specie di pesce in cui una maggiore lunghezza dei genitali aumenta il successo riproduttivo dei maschi. La chiave di questo legame è lo sviluppo di abilità cognitive che permettano alle femmine di sfuggire ad accoppiamenti forzati


In natura, all’interno della stessa specie, non sempre i due sessi vanno d’amore e d’accordo. Maschi e femmine, infatti, hanno spesso interessi riproduttivi discordanti, dovuti al differente investimento nella produzione di gameti profondamente diversi. Questo spinge i due sessi ad adottare strategie riproduttive spesso in contrasto.

Alcuni studi hanno dimostrato che questa diversità di vedute può spiegare un aumento dello sviluppo di alcune specifiche aree del cervello nei due sessi. I maschi, ad esempio, potrebbero trarre vantaggio dallo sviluppo di quelle aree importanti per la navigazione spaziale (leggasi ricerca di potenziali partner). Al contrario, le femmine potrebbero beneficiare dal possedere migliori abilità mnemoniche e di confronto (leggasi ricordarsi dei partner incontrati e scegliere di conseguenza il proprio comportamento).

Un classico esempio di conflitto tra i sessi e di interessi divergenti sono gli accoppiamenti coercitivi da parte dei maschi di alcune specie. I costi elevati dovuti agli accoppiamenti multipli o alle copule coercitive che gravano sulle femmine vanno dai danni fisici al possibile aumento della trasmissione di patologie. Lo sviluppo di abilità cognitive tali da predire o individuare la presenza dei maschi in modo efficace, sfuggendo a questi ultimi, potrebbe rappresentare un adattamento per minimizzare questi costi.

In un articolo pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society, un gruppo di ricercatori ha indagato la possibilità che il conflitto sessuale e la coercizione maschile possano influenzare l’evoluzione del cervello, studiando un pesce tropicale, Gambusia holbrooki. Buechel e colleghi, nel corso di diverse generazioni, hanno selezionato artificialmente i maschi dotati di un gonopodio (una pinna modificata che funge da organo copulatore in alcuni pesci) lungo e quelli che invece ne possedevano uno corto. Secondo la loro ipotesi, questa selezione mimerebbe quella presente in ambienti in cui il livello di coercizione maschile è alto o basso, rispettivamente. In questo pesce, infatti, maggiori livelli di coercizione favoriscono l’evoluzione di gonopodi più lunghi, che aumentano il successo riproduttivo dei maschi che ne sono in possesso, un fenomeno che si riscontra in specie dove i maschi non corteggiano le femmine.

Dopo 8-9 generazioni, il gruppo coordinato da Niclas Kolm ha osservato come le femmine esposte ai maschi che possedevano un gonopodio più lungo avevano sviluppato cervelli relativamente più grandi. Al contrario, le dimensioni del cervello delle femmine nella linea in cui erano stati selezionati gonopodi corti oppure quelle di controllo (nessuna selezione) erano rimaste invariate. Allo stesso modo, anche i cervelli dei maschi non sembravano mostrare effetti dovuti alla selezione artificiale.

Dalle successive analisi è emerso che l’aumento dello sviluppo cerebrale non aveva interessato specifiche regioni, ma piuttosto l’intero cervello in modo generalizzato. Infatti, sarebbe necessaria l’integrazione di un’ampia gamma di processi neuronali per sviluppare abilità cognitive che permettano alle femmine di sfuggire ai maschi o di operare una qualche forma di selezione sessuale.

Cervelli più grandi potrebbero permettere alle femmine di predire meglio il loro ambiente, individuare più efficacemente i maschi, essere più rapide nell’evitarli, oppure scegliere quelli dai quali non divincolarsi. In questo modo, le femmine potrebbero aumentare il loro controllo sulla paternità della prole, anche quando i livelli di coercizione sessuale sono alti, oltre che minimizzare i costi associati a questa strategia maschile.

Curiosamente, in un altro pesce della stessa famiglia, Poecilia reticulata, è stata trovata una correlazione positiva tra la lunghezza del gonopodio e le dimensioni del cervello in entrambi i sessi. È possibile che questa situazione si delinei anche nei maschi in quei pesci dove i essi utilizzano strategie più varie e dispendiose da un punto di vista cognitivo, come diverse forme di corteggiamento.


Riferimento:
Buechel SDBooksmythe IKotrschal AJennions MDKolm N. Artificial selection on male genitalia length alters female brain size. Proc Biol Sci. 2016 Nov 30;283(1843). pii: 20161796. doi:10.1098/rspb.2016.1796

Immagine: Gunther Schmida