Le renne e lo scioglimento dei ghiacci

In Groenlandia l’innalzamento delle temperature, che porta allo scioglimento dei ghiacci, potrebbe essere causa indiretta della diminuzione della popolazione di renne

Uno studio pubblicato su Nature Communications collega indirettamente la progressiva diminuzione della popolazione delle renne selvatiche dell’Artico allo scioglimento dei ghiacci. Il ciclo riproduttivo di questi animali non è legato a fattori climatici, ma alla quantità di luce diurna, e ha luogo perciò sempre nello stesso periodo dell’anno, in primavera. L’innalzamento delle temperature alla base dello scioglimento dei ghiacci fa però sviluppare prematuramente le piante di cui le renne si nutrono: le piante infatti si adattano ai cambiamenti delle condizioni climatiche semplicemente variando il periodo di crescita. Questo significa che quando gli animali sono nel periodo riproduttivo, il valore nutrizionale delle piante non è più al suo picco, come avveniva in passato, e questo influisce negativamente sul numero della popolazione animale. 
La ricerca di Jeffrey T. Kerby ed Eric Post – del Polar Center and Department of Biology presso la Penn State University – si basa su dati raccolti negli ultimi 20 anni nella zona di Kitaa (Groenlandia dell’ovest), coadiuvati dal riferimento ad analisi del tasso di riproduttività delle renne nella stessa zona portate avanti negli anni ’70 dai biologi danesi Henning Thing e Bjarne Clausen. Il periodo relativamente lungo coperto dai dati ha permesso di effettuare un’analisi statistica incrociata, che ha evidenziato il legame tra i due eventi apparentemente separati. 
Le evidenze archeologiche mostrano che le renne migrano in questa parte della Groenlandia da almeno 3.000 anni, tra fine maggio e inizio giugno, nel periodo del parto e della crescita dei nuovi nati, tappa di un percorso che le spinge da ovest a est in cerca di nuove piante di cui nutrirsi. La crescita prematura della vegetazione la rende però meno nutriente per gli animali, indebolendo la loro prole. Si tratta di un esempio di disequilibrio trofico, in cui c’è un disallineamento tra periodo di riproduzione di una specie animale ed elementi nutritivi delle piante da cui sono dipendenti per la sopravvivenza. In futuro, Kerby e Post sono decisi ad allargare gli studi ad altre nicchie ecologiche della zona. 
Stefano Locati 
Riferimenti: 
Jeffrey T. Kerby, Eric Post. 2013, Advancing plant phenology and reduced herbivore production in a terrestrial system associated with sea ice decline. Nature Communications, 4:2514, doi: 10.1038/ncomms3514 
Crediti immagine: Male caribou in Alaska; autore: Dean Biggins. Link