Le uova “griffate” per difendersi dal cuculo

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Presentati su Nature Communications i risultati di una nuova ricerca, che descrive un mondo in cui la decorazione delle uova non è un gioco pasquale, ma una strategia di sopravvivenza


 L’abilità del cuculo comune, di imitare le sembianze delle uova degli ospiti a cui invade il nido, era già ampiamente nota; meno si sapeva invece di come facessero gli uccelli vittime di questa strategia parassitaria a difendersi e imparare a distinguere le proprie uova da quelle dell’invasore.   

Le ultime novità in tal senso arrivano da una ricerca pubblicata su Nature Communications e condotta da un gruppo dell’Università di Cambridge, che hanno usato un nuovo strumento computerizzato di elaborazione delle immagini, NATUREPATTERNMATCH, per analizzare il modo in cui gli uccelli vittime degli inganni del cuculo si organizzano per riconoscere le proprie uova.

Questo software è in grado di estrarre e comparare caratteristiche riconoscibili da una scena visiva, riproducendo i processi cognitivi utilizzati dai mammiferi nel riconoscimento delle immagini. Grazie a NATUREPATTERNMATCH, i ricercatori hanno esaminato centinaia di uova deposte da otto diverse specie di uccelli, prese di mira dal cuculo comune, riscontrando come alcune di queste abbiano evoluto dei pattern o dei segni riconoscibili sulle uova, che permettono loro di distinguere le proprie da quelle del cuculo, estromettendo così quelle estranee dal nido.

La scoperta interessante è che sono state identificate diverse strategie di “firma” delle uova e che gli ospiti con il modo più efficiente di marcare le proprie uova erano anche quelli più soggetti alle invasioni del cuculo, segno di una vera e propria corsa agli armamenti biologica, in cui ogni volta che una specie sviluppa l’abilità di rigettare in maniera efficace le uova di cuculo dal nido, il cuculo sviluppi a sua volta una migliore capacità di imitare il colore e i pattern distintivi delle uova del proprio ospite.

Come sempre, la ricerca non si ferma qui, le uova “firmate” sono solo un esempio del ruolo dei pattern visivi nel mondo animale, e strumenti come NATUREPATTERNMATCH, in grado di riprodurre gli aspetti essenziali dei processi visivi e cognitivi, potrebbero essere realmente cruciali per comprendere l’evoluzione dei segnali visivi nelle popolazioni animali. 

Silvia Demergazzi


Riferimenti: 
Mary Caswell Stoddard, Rebecca M. Kilner, Christopher Town. Pattern recognition algorithm reveals how birds evolve individual egg pattern signatures. Nature Communications

Immagine: Mary Caswell Stoddard/Natural History Museum