L’effetto dell’agricoltura sul genoma degli eurasiatici

151123202631_1_900x600

Un studio sui genomi di uomini vissuti tra 8500 e 3000 anni fa ha dimostrato come l’introduzione dell’agricoltura in Europa abbia modificato numerosi geni

Grazie all’analisi del DNA di antichi resti umani, un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School, in collaborazione con l’University College di Dublino, ha rinvenuto le tracce dei cambiamenti genetici conseguenti all’introduzione dell’agricoltura in Eurasia, effetto della selezione naturale conseguente al notevole cambiamento di dieta che questa pratica ha portato. Tramite le sofisticate tecniche di estrazione del DNA, il team è stato in grado di identificare i geni specifici e le loro variazioni a seguito di questi fattori ambientali.

Lo studio, pubblicato su Nature, ha mostrato le mutazioni genetiche prima, durante e dopo la rivoluzione agricola che ha contraddistinto l’Eurasia migliaia di anni fa. Precisamente, i resti umani dei 230 individui analizzati sono collocabili nel periodo che va da 8500 a 3000 anni fa e appartengono ad antiche popolazioni abitanti nelle aree corrispondenti alle attuali Europa, Siberia e Turchia. Tra questi, 26 sono stati identificati come appartenenti alle prime popolazioni di agricoltori europei.

I primi agricoltori europei pare provenissero dall’antica Anatolia e che siano emigrati verso l’Europa portando con sé i loro metodi, ha spiegato David Reich, professore di genetica presso l’Harvard Medical School. Egli crede sia davvero interessante capire come le popolazioni si siano mescolate e adattate per sopravvivere ai diversi ambienti. Le mutazioni di cui si parla sono state riscontrate in geni che controllano lo sviluppo di alcune caratteristiche fisiche, come l’altezza, la pigmentazione della pelle e il colore degli occhi, fisiologiche, come le capacità di digerire determinati cibi, o il sistema immunitario.

L’importanza dei risultati, secondo Iain Mathieson, ricercatore di genetica e primo autore dello studio, è identificabile con la possibilità di associare specifici cambiamenti ambientali alla selezione naturale. Un’ulteriore testimonianza, quindi, dell’importanza degli effetti dei fattori ambientali e dello stile di vita sull’evoluzione dell’uomo. In futuro, ricercatori sperano di poter avere la possibilità di compiere analisi genomiche simili anche su altre popolazioni, non solamente europee, oppure su altre specie viventi. “Sarebbe interessante studiare la selezione naturale di animali domestici in relazione alle persone che nel tempo li hanno addomesticati”.


Riferimenti:
Iain Mathieson, Iosif Lazaridis, Nadin Rohland, Swapan Mallick, Nick Patterson, Songül Alpaslan Roodenberg, Eadaoin Harney, Kristin Stewardson, Daniel Fernandes, Mario Novak, Kendra Sirak, Cristina Gamba, Eppie R. Jones, Bastien Llamas, Stanislav Dryomov, Joseph Pickrell, Juan Luís Arsuaga, José María Bermúdez de Castro, Eudald Carbonell, Fokke Gerritsen, Aleksandr Khokhlov, Pavel Kuznetsov, Marina Lozano, Harald Meller, Oleg Mochalov, Vyacheslav Moiseyev, Manuel A. Rojo Guerra, Jacob Roodenberg, Josep Maria Vergès, Johannes Krause, Alan Cooper, Kurt W. Alt, Dorcas Brown, David Anthony, Carles Lalueza-Fox, Wolfgang Haak, Ron Pinhasi, David Reich.
Genome-wide patterns of selection in 230 ancient Eurasians. Nature. Published online 23 November 2015.

Immagine: Harvard Medical School