L’enigma del coleottero omosessuale

Sebbene si ritenesse che la pratica di comportamenti omosessuali fosse esclusiva dell’uomo, nel corso degli anni si sono accumulate numerose evidenze che l’accoppiamento tra individui dello stesso sesso è, al contrario, molto comune in svariati gruppi di animali (Il sesso della natura, notizia del 12/10/2008). Il mantenimento di un tale comportamento, a cui non consegue alcun vantaggio in termini di

Sebbene si ritenesse che la pratica di comportamenti omosessuali fosse esclusiva dell’uomo, nel corso degli anni si sono accumulate numerose evidenze che l’accoppiamento tra individui dello stesso sesso è, al contrario, molto comune in svariati gruppi di animali (Il sesso della natura, notizia del 12/10/2008). Il mantenimento di un tale comportamento, a cui non consegue alcun vantaggio in termini di successo riproduttivo all’individuo che lo adotta ma implica, anzi, numerosi costi, è tutt’ora un enigma.

Alcuni ricercatori della University of California-San Diego ha tentato di risolvere questa controversia, valutando alcune ipotesi alternative relative ai possibili vantaggi conseguenti all’accoppiamento omosessuale maschile in una specie che è stata documentata adottare con disinvoltura questo tipo di comportamento: il coleottero della farina, Tribolium castaneum. Lo studio, pubblicato e liberamente accessibile sulla rivista Journal of Evolutionary Biology, ha testato tre differenti ipotesi: la prima riguardava l’acquisizione della dominanza sociale, fattore determinante per l’accesso alle femmine; la seconda, invece, metteva in luce la possibilità che individui inesperti potessero “fare pratica” accoppiandosi con altri maschi in vista di future copule eterosessuali; infine, si è ipotizzato che l’accoppiamento tra maschi fosse un modo per trasferire il proprio sperma alle femmine in maniera indiretta, veicolato da un altro maschio.

La prima ipotesi è stata scartata, in quanto all’interno delle coppie omosessuali si è verificato spesso uno scambio di ruoli; inoltre, sia le dimensioni che le performance copulatorie del maschio attivo non sono state differenti in maniera siginficativa da quelle del maschio che subiva l’accoppiamento. Anche la seconda ipotesi è stata smentita, dal momento che i maschi che si erano impegnati in un accoppiamento omosessuale non conseguivano un maggior successo nell’inseminazione di una femmina rispetto a quelli tenuti isolati fino al momento dell’accoppiamento eterosessuale.

I risultati, invece, sono in accordo, anche se solo parzialmente, con la terza ipotesi proposta: da un’analisi della composizione della prole emerge infatti che in circa il 7% dei casi non tutti i figli sono diretti discendenti del maschio che ha eseguito l’accoppiamento con la femmina, bensì di quello che si era impegnato in precedenza nella copula omosessuale. All’interno di un figliata generata con il contributo di più di un maschio emerge che i figli conseguenti al trasferimento di sperma non superano in media lo 0,5% del totale. Sicuramente un vantaggio, ma non tale da giustificare tutte le energie investite nell’accoppiamento con un altro maschio.

Data la lieve entità del beneficio in termini di successo riproduttivo se paragonato al costo derivante dall’accoppiamento omosessuale, i ricercatori hanno ipotizzato che durante le copule tra maschi venga trasferito solo sperma ormai vecchio, dunque di bassa qualità. In questo modo, piuttosto che utilizzare uno sperma di bassa vitalità e capacità fecondante in un accoppiamento con una femmina, comportamento che risulterebbe assai svantaggioso, riassorbirlo o liberarlo nell’ambiente, si pensa che maschi abbiano sviluppato l’abilità di traferire le proprie spermatofore ad altri in individui che fungeranno poi da vettori fino alle femmine. Un piccolo vantaggio che evita un grande spreco…

Andrea Romano


Riferimenti:
K. E. Levan, T. Y. Fedina & S. M. Lewis. Testing multiple hypotheses for the maintenance of male homosexual copulatory behaviour in flour beetles. J.EVOL.BIOL. doi:10.1111/j.1420-9101 .2008.01616.x

Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons