Lenti, veloci e di nuovo lenti

La nostra comprensione dell’evoluzione locomotoria nei primati antropoidi è stata limitata a quei taxa di cui conosciamo buoni fossili postcranici e per cui vi sono specie analoghe moderne. Un articolo pubblicato sui Proceedings della Royal Society B mostra i risultati di una ricerca condotta sulla variazione della dimensione dei canali semicircolari in 16 specie antropoidi, datate dal tardo Eocene al


La nostra comprensione dell’evoluzione locomotoria nei primati antropoidi è stata limitata a quei taxa di cui conosciamo buoni fossili postcranici e per cui vi sono specie analoghe moderne. Un articolo pubblicato sui Proceedings della Royal Society B mostra i risultati di una ricerca condotta sulla variazione della dimensione dei canali semicircolari in 16 specie antropoidi, datate dal tardo Eocene al tardo Miocene: i dati sono stati utilizzati per ricostruire i cambiamenti evolutivi negli adattamenti locomotori nei primati antropoidi nel corso degli ultimi 35 milioni di anni.

L’analisi ha rivelato tre importanti aspetti dell’evoluzione locomotoria negli antropoidi: i primi antropoidi avevano una locomozione lenta; le platirrine del Miocene del Sud America erano relativamente agili, se comparate con i antropoidi antecedenti; mentre l’ultimo antenato comune dei cercopitecoidi e ominoidi era probabilmente lento come le più antiche catarrine basali, i risultati suggeriscono che le catarrine più recenti dovevano essere più agili. Quest’ultimo particolare dello studio indicherebbe che gli ominoidi del Miocene più recente evolsero solo secondariamente la loro lenta locomozione.

Giorgio Tarditi Spagnoli