L’evoluzione de “L’origine delle specie”

Interessante verificare come le tecniche statistiche che permettono ai biologi molecolari di dimostrare le differenze fra sequenze di DNA di specie diverse, e quindi i cambiamenti evolutivi avvenuti nel corso del tempo, possano essere utilizzate per evidenziare anche l’evoluzione del pensiero di Darwin. Come? Confrontando le sequenze di parole con programmi simili a quelli utilizzati con le sequenze del DNA

Interessante verificare come le tecniche statistiche che permettono ai biologi molecolari di dimostrare le differenze fra sequenze di DNA di specie diverse, e quindi i cambiamenti evolutivi avvenuti nel corso del tempo, possano essere utilizzate per evidenziare anche l’evoluzione del pensiero di Darwin.

Come? Confrontando le sequenze di parole con programmi simili a quelli utilizzati con le sequenze del DNA si sono evidenziate le differenze fra le sei diverse edizioni del suo libro “On the origin of species” dimostrando  l’evoluzione del pensiero di Darwin.

Ci sono creazionisti che vorrebbero far credere che la biologia evoluzionistica, come una chiesa, si basi su dogmi immutabili. E’ evidentemente solo una provocazione, soprattutto oggi che è facile dimostrare quanto sia cambiato lo stesso pensiero di Darwin in conseguenza delle critiche ricevute e delle novità che già allora mettevano in dubbio una teoria scientifica che si basava anche su alcuni meccanismi biologici intuiti ma non ancora ben dimostrati (come la mutazione e le modalità di trasmissione dei caratteri ereditari). 


Un commento alla vicenda sul sito Pharyngula.

Tratto da L’Antievoluzionismo in Italia, il blog di Daniele Formenti