L’evoluzione dell’uso degli strumenti: una prospettiva tra bonobo e scimpanzé

Una “predisposizione intrinseca” all’uso di strumenti negli scimpanzé è il principale fattore differenziale che suggerisce una nuova prospettiva alla comprensione delle condizioni che hanno guidato l’espansione della tecnologia ominide

Fino a circa un milione di anni fa bonobo (Pan paniscus) e scimpanzé (Pan troglodytes) hanno condiviso la stessa storia evolutiva. Malgrado questa stretta parentela, gli scimpanzé si servono di una vasta gamma di strumenti, dai bastoncini per la “pesca” di termiti e formiche, alle pietre per schiacciare noci, fino all’impiego di strumenti per il grooming, mentre i bonobo, in natura, raramente sono colti ad usare strumenti e, quando accade, per lo più lo fanno per proteggersi dalla pioggia e mai per procacciarsi cibo. “Ciò che separa gli scimpanzé dai bonobo potrebbe aiutare a delineare le condizioni entro cui avvenne l’inizio dell’utilizzo della tecnologia da parte dei nostri antichi progenitori”, suggerisce l’antropologa della Cambridge University Kathelijne Koops che, in collaborazione con i colleghi dell’università di Kyoto, ha portato avanti uno studio ora pubblicato su Scientific Reports.

La ricerca ha cercato di fare chiarezza sulle ragioni del divario, in parte già esplorato, che allo stato selvaggio separa gli scimpanzé dai bonobo, in particolare se esso dipenda da fattori estrinseci legati ad opportunità ecologiche e/o sociali o da fattori intrinseci come predisposizioni specie-specifiche.

Ci si è chiesti se l’uso di oggetti avesse a che fare con lo sfruttamento delle risorse a disposizione nell’ambiente di vita, oppure se tale uso dipendesse dalla capacità di essere appreso da altre scimmie attraverso contatti sociali, o se, piuttosto, non si trattasse di qualcosa di più radicato. Queste domande, che hanno guidato le indagini condotte nel corso di diversi mesi tra comunità selvatiche di bonobo nello Wamba (Repubblica democratica del Congo) e di scimpanzé a Kalinzu (Uganda) non hanno lasciato dubbi. Sono stati tracciati tutti gli usi di strumenti e ogni condizione potenzialmente favorevole a tali impieghi come il tempo sociale trascorso e le diverse opportunità alimentari fornite dal contesto ecologico. Soprattutto è stata registrata la propensione alla manipolazione di oggetti nelle scimmie giovani, senza badare al fatto che tale manipolazione fosse funzionale all’ottenimento di qualcosa, inaugurando il primo studio comparato inter-specifico di questo genere. Proprio da questo aspetto emerge l’originalità di questo studio.

Infatti, l’accesso alle risorse ambientali, e dunque la presenza di un certo tipo di cibo come formiche e noci, tanto quanto i legami sociali, come la prossimità con la madre e il gruppo, sono elementi presenti in ugual misura tra le due specie, ma solo i piccoli di scimpanzé, a differenza dei loro coetanei bonobo, mostrano di trascorrere molto tempo alle prese con l’attività manipolatoria per sé o come gioco.

Tale attività – chiarisce lo studio – non è una conseguenza legata ad una presunta abitudine al gioco solitario, ma al solo orientamento spontaneo verso lo strumento. Caratteristica che da adulti finisce per tradursi in una regolazione comportamentale fine dell’uso degli strumenti.

A questo punto ci si è chiesi se e perché i bonobo hanno perso questa predisposizione o, viceversa, se e come è stata acquistata dagli scimpanzé. Un altro studio recente, condotto in laboratorio su alcuni esemplari di queste due specie, ha evidenziato attraverso il monitoraggio oculare (eye-tracking) una differenza specifica nell’attenzione selettiva: i bonobo presterebbero maggiore attenzione agli stimoli sociali, mentre gli scimpanzé sarebbero più focalizzati sull’oggetto-target dell’azione. Questi risultati, integrati allo studio di Koops, indicherebbero un compromesso tra la motivazione per l’uso di strumenti e l’attenzione sociale, contestualizzando il perché.

Dall’insieme di questi risultati emerge con evidenza che una predisposizione innata, o una motivazione intrinseca per la manipolazione degli oggetti, possa essere stata selezionata anche nelle specie ominidi e abbia giocato un ruolo chiave nella nostra evoluzione tecnologica, guidandoci dai ready-made alla loro fabbricazione.

Il prossimo passo per la comprensione dell’evoluzione dell’uso di strumenti sarà correlare tali predisposizioni o la loro mancanza ai tratti genetici di diverse comunità di scimpanzé e bonobo, una indagine coevolutiva che avrà ancora molto da raccontare sulla relazione tra geni, cervello e comportamento.


Riferimenti:
Koops K., Furuichi T., Hashimoto C. (2015), Chimpanzees and bonobos differ in intrinsic motivation for tool use. Sci Rep. 2015 Jun 16;5:11356. doi: 10.1038/srep11356.

Kano F, Hirata S, Call J (2015) Social Attention in the Two Species of Pan: Bonobos Make More Eye Contact than Chimpanzees. PLoS ONE 10 (6): e0129684. doi:10.1371/journal.pone.0129684