L’invasione delle zecche del naso

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Alcune zecche si nascondono nel naso dei primati, contribuendo alla trasmissione delle malattie tra specie (compreso l’uomo)

Una recente pubblicazione sull’American Journal of Tropical Medicine & Hygiene (“Coincident Tick Infestations in the Nostrils of Wild Chimpanzees and a Human in Uganda”) riferisce di una zecca che ha viaggiato clandestinamente fra l’Uganda (foresta di Kibale) e gli USA. E lo ha fatto nel naso del primatologo Tony Goldberg, che tornava dalla foresta di Kibale dove studia la locale popolazione di scimpanzé. 
Come è stato poi verificato su immagini fotografiche ad alta risoluzione raccolte dal gruppo di Richard Wrangham che lavora sulla stessa popolazione, in questi scimpanzé le zecche si nascondono nel naso (immagine), per evitare di essere catturate durante l’attività di grooming caratteristica dei primati; un buon esempio, se ancora ne servissero, di un adattamento utile per la sopravvivenza. Un dettaglio importante è che sembra sia una specie di zecca finora non descritta, dimostrando così che è ancora presto per dire che abbiamo una conoscenza sufficiente della biodiversità attuale. 
La scoperta dimostra inoltre come sia facile che parassiti, virus e microrganismi vari possano passare con facilità da una specie all’altra, con l’aggravante che la somiglianza genetica fra scimpanzé ed uomo possa facilitare il passaggio di patologie estremamente pericolose per l’uomo, come ad esempio il virus ebola, la cui letalità è già stata ben dimostrata sia nel gorilla che nell’uomo (l’ultima epidemia è stata in RD Congo e in Uganda nel 2012). 
La curiosa novità è stata riportata da giornali scientifici (Science), quotidiani (The Independent, Salon, Houston Chronicle) e da almeno un blog (J.Hawks: “When you get a tick up your nose, you tell the story“).
Daniele Formenti
 
Immagine da Wikimedia Commons