Lo scarabeo che guardava le stelle

Gli scarabei stercorari sono in grado di orientarsi guardando le stelle


Come un sognatore, si alza e guarda le stelle. Poi si allontana nella notte buia, illuminata solo dalla Via Lattea. Questa non è la descrizione di un poeta, ma di un piccolo insetto che di poetico ha molto poco: lo scarabeo stercorario. Secondo quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology, questi organismi sono infatti in grado di orientarsi nelle notti prive di Luna utilizzando solo il cielo stellato.

Come altri insetti, questi coleotteri erano già noti nello sfruttare informazioni provenienti dal cielo, come la posizione del Sole o la luce polarizzata della Luna, ma osservazioni in natura hanno evidenziato la loro capacità di seguire una precisa rotta anche nelle notti illuminate solo dalle stelle. Per verificare il meccanismo alla base di questa loro capacità di orientamento notturno, un gruppo di ricercatori ha condotto una serie di esperimenti sulla specie Scarabaeus satyrus in un planetario.

Lo studio dimostra che è proprio l’osservazione delle stelle, operazione che viene periodicamente compiuta dalla sommità della loro inseparabile sfera di escrementi, a fornire le informazioni necessarie per la determinazione della direzione da intraprendere e mantenere. Infatti, se muniti di cappucci di cartone che impedivano l’osservazione del cielo, a simulare la presenza di copertura nuvolosa, l’orientamento diventava difficoltoso e gli scarabei non si dimostravano in grado di mantenere una direzione di marcia precisa.

Inoltre, grazie alla proiezione sulla volta celeste del planetario di diverse combinazioni di costellazioni, è stato possibile osservare come le informazioni principali siano fornite dalla presenza della Via Lattea, e probabilmente dalla sua luminosità. I coleotteri, infatti, sono dotati di un sistema visivo che non consente la precisa identificazione di oggetti puntiformi in lontananza, rendendoli così incapaci di sfruttare le singole costellazioni a tale scopo.

Fino ad oggi, a parte uomo, uccelli e pinnipedi, nessun altra specie animale era stata osservata orientare i propri movimenti traendo informazioni dal cielo stellato. Ma la scoperta, concludono i ricercatori, suggerisce che questa capacità possa essere molto più diffusa di quanto si pensasse.

Andrea Romano


Riferimenti:
Marie Dacke, Emily Baird, Marcus Byrne, Clarke H. Scholtz, Eric J. Warrant. Dung Beetles Use the Milky Way for Orientation. Current Biology, 2013; DOI: 10.1016/j.cub.2012.12.034

Immagine: Credit: Emily Bair