L’origine dei ghepardi

Un cranio quasi completo di un antico “ghepardo” è stato rinvenuto in terra cinese in uno strato geologico datato oltre 2 milioni di anni fa. Il ritrovamento rappresenta una nuova specie, denominata Acinonyx kurteni e strettamente imparentata all’odierno ghepardo (Acinonyx jubatus). Questa specie viveva nel continente asiatico tra circa 2,5 e 2,2 milioni di anni fa e rappresenta una delle

Un cranio quasi completo di un antico “ghepardo” è stato rinvenuto in terra cinese in uno strato geologico datato oltre 2 milioni di anni fa. Il ritrovamento rappresenta una nuova specie, denominata Acinonyx kurteni e strettamente imparentata all’odierno ghepardo (Acinonyx jubatus). Questa specie viveva nel continente asiatico tra circa 2,5 e 2,2 milioni di anni fa e rappresenta una delle più antiche del suo genere, sostiene Per Christiansen, il paleontologo danese che ha realizzato la scoperta.

In seguito ad un’analisi cladistica, emerge che questo antico ghepardo, descritto sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, presenta alcune caratteristiche della dentizione e del cranio molto primitive. In particolare, tali tratti morfologici sembrano di origine più antica rispetto a quelli delle due specie conosciute del genere Miracinonyx, note come “ghepardi americani”, che fino ad ora erano considerate le capostipiti di questo gruppo di felini. Sembra cadere dunque la convinzione dell’origine americana di questi grandi felini per lasciare spazio all’Eurasia-Africa. Bisogna infatti considerare l’esistenza di almeno altre due specie del medesimo genere in Europa (Acinonyx pardinensis) e in Africa (Acinonyx aicha), entrambi risalenti a oltre 2 milioni di anni fa. Questo ritrovamento sembra suggerire che solo successivamente le popolazioni di Miracinonyx, o i loro antenati, si spostarono verso il continente americano attraverso lo Stretto di Bering.

Un altro tratto che sembra emergere dall’analisi del fossile è la probabile attitudine di Acinonyx kurteni alla corsa a forte velocità, ad indicare un’origine antica di questa caratteristica tipica dell’odierno abitatore delle savane. Il ghepardo, infatti, è la specie terrestre che raggiunge la più alta velocità nella corsa, pari a circa 120 km/h.   

Andrea Romano


Riferimenti:
Per Christiansena, and Ji H. Mazákb. A primitive Late Pliocene cheetah, and evolution of the cheetah lineage. Proceedings of the National Academy of Sciences. doi: 10.1073/pnas.0810435106

Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons