L’orso preistorico “goloso di dolci”

Rinvenuti nuovi resti fossili di urside nelle isole a nord del Canada. La presenza di carie nei sui denti suggerisce il consumo di grandi quantità di zuccheri

È stata pubblicata su Scientific Reports la descrizione dei resti abbastanza completi di cranio, mandibola e ossa post-craniali di un orso preistorico, denominato Protarctos abstrusus, vissuto 3,5 milioni di anni fa durante il periodo geologico del Pliocene nella parte settentrionale del Nord America e dell’Eurasia. Questa specie possedeva dimensioni modeste, con massa corporea di circa 100 chilogrammi, simile a quella dell’odierno orso bruno americano Ursus americanus e un cranio della lunghezza di circa 20 centimetri, abbastanza piatto dorsalmente. 

P. abstrusus era già noto dalla seconda metà del ‘900 in seguito al ritrovamento nella Glenn’s Ferry Formation in Idaho (USA) di un singolo dente ferino inferiore, ma grazie alla scoperta di resti fossili più completi presso il sito di Beaver Pond nell’isola di Ellesmere (la più settentrionale delle isole artiche del Canada), è stato possibile colmare una grande lacuna sulla conoscenza di un gruppo di ursidi basali da cui si sono originati gli orsi odierni.

Inoltre, questi resti fossili rappresentano il record più settentrionale in cui questa specie è stata fino ad oggi rinvenuta, estendendo ulteriormente il suo areale agli estremi più settentrionali del Nord America, in cui all’inizio del Pliocene sia la media annuale delle temperature di circa 20°C più alta rispetto al presente che le maggiori precipitazioni permettevano la diffusione del bioma della foresta boreale.

L’analisi dei resti dentari appartenuti a due individui di P. abstrusus, di cui un giovane adulto, ha rivelato una combinazione di caratteristiche primitive ed innovative, ma ciò che ha colpito in particolar modo gli scienziati è stata la presenza di carie dentali, suggerendo che questi ursidi possedevano, già dalle prime fasi della loro vita, una dieta che includeva grandi quantità di carboidrati fermentescibili. Questa scoperta rappresenta la prima testimonianza del fatto che una dieta molto calorica, con cibi ricchi di zuccheri (come ad esempio diversi tipi di bacche), era condotta già precocemente nella storia evolutiva degli ursidi e rappresentava una strategia di sopravvivenza che permetteva a questi animali di accumulare più velocemente grasso corporeo ed affrontare così al meglio i lunghi mesi di letargo invernale.


Riferimenti:
X. Wang, N. Rybczynski, C. R. Harington, S. C. White, R. H. Tedford, 2017. A basal ursine bear (Protarctos abstrusus) from the Pliocene High Arctic reveals Eurasian affinities and a diet rich in fermentable sugars. Scientific Reports, 7 (1). Doi: 10.1038/s41598-017-17657-8

Immagine Credit: Xiaoming Wang