Maestro d’inganni

Uno dei più interessanti esempi di coevoluzione ospite-parassita è senza dubbio quello che conivolge il cuculo (Cuculus canorus) e le sue “vittime”, le ignare coppie di uccelli che accudiscono inconsapevolmente il vorace pulcino del parassita. In particolare, il pulcino di cuculo è in grado di espellere, non appena fuoriuscito dall’uovo, tutte le uova della coppia ospite, evitando così la competizione

Uno dei più interessanti esempi di coevoluzione ospite-parassita è senza dubbio quello che conivolge il cuculo (Cuculus canorus) e le sue “vittime”, le ignare coppie di uccelli che accudiscono inconsapevolmente il vorace pulcino del parassita. In particolare, il pulcino di cuculo è in grado di espellere, non appena fuoriuscito dall’uovo, tutte le uova della coppia ospite, evitando così la competizione per le risorse elargite dai solerti genitori adottivi. Questi continuano senza sosta a nutrire il piccolo ingannatore, che nell’arco di pochi giorni raggiunge dimensioni molto superiori alle loro. Uno degli aspetti più singolari di questo comportamento parassitico è la capacità del cuculo di parassitare decine di specie diverse, tutte dell’ordine dei Passeriformi, comportamento che indica la grande plasticità comportamentale di questo maestro dell’inganno.

Il cuculo si riproduce esculivamente in questo modo e, almeno per il momento, la sua strategia risulta assolutamente vincente: ma in che modo questa specie è in grado di eludere le strategie di difesa degli ospiti? Sicuramente la livrea delle uova deposte nei nidi altrui richiamano quelle deposte dalla coppia parassitata. Ma questo basta? E i genitori adottivi, in che modo possono riconoscere le uova estranee, espellerle dal nido ed incrementare il proprio successo riproduttivo?

Queste sono alcuni interrogativi a cui hanno cercato di rispondere Marcel Honza e Lenka Polaiková della Academy of Sciences of the Czech Republic, che hanno preso in considerazione le capacità visive degli uccelli, in grado di percepire le radiazioni luminose non solo nelle lunghezze d’onda dello spettro visibile ma anche nell’ultravioletto. I ricercatori hanno valutato se lo spettro dei raggi UV riflessi dal guscio è in grado di influenzare l’abilità di un uccello, in questo caso la capinera (Sylvia atricapilla), di riconoscere le proprie uova da quelle estranee. Per testare questa ipotesi sono state sottoposte agli individui oggetto di studio non uova di cuculo, bensì uova di altri individui di capinera ricoperti di una sostanza trasparente ma in grado di modificare lo spettro di riflessione delle superfici su cui sono poste. I gruppi di controllo erano invece costituiti da uova spruzzate con vaselina, sostanza trasperente che però non altera la riflessione dei raggi UV.

I risultati, pubblicati sulla rivista Journal of Experimental Biology, indicano che 11 dei 16 nidi cui sono state sottoposte le uova ricoperte di vaselina hanno accolto senza problemi le uova estranee nel proprio nido; al contrario, le uova con un altro spettro di riflessione dei raggi UV non sono state accettate nella covata da 17 su 28 coppie di capinera. Questa differenza significativa indica la capacità degli uccelli di discriminare le uova proprie da quelle altrui, rifiutando quelle estranee e quindi di possibili parassiti di cova, non solo tramite il colore ma anche grazie alla diversa riflessione dei raggi UV da parte del guscio.

E che dire del cuculo? Dato che il suo grosso uovo non viene quasi mai espulso dal nido ospite, tra le sue peculiarità di straordinario parassita ora possiamo annoverare anche la capacità di selezionare come ospiti solo quelle specie che presentano le uova con il guscio che riflette raggi UV con un profilo simile al proprio. 

Andrea Romano

Riferimenti:
Honza et al. Experimental reduction of ultraviolet wavelengths reflected from parasitic eggs affects rejection behaviour in the blackcap Sylvia atricapilla. Journal of Experimental Biology, 2008; 211 (15): 2519 DOI: 10.1242/jeb.017327


Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons