Magic happens!

Jeffrey Schwartz, neuropsichiatra, ha dichiarato guerra – ancora una volta? – al darwinismo e, dall’alto della retorica creazionista ha dichiarato: “VOI non potete sopravvalutare, quanto sia minacciato l’establishment scientifico dal fatto che oggi il paradigma materialistico sembri incrinarsi realmente. Sentirete molto durante il prossimo anno a proposito … a proposito di come la spiegazione darwiniana sull’origine dell’intelligenza umana sia l’unico

Jeffrey Schwartz, neuropsichiatra, ha dichiarato guerra – ancora una volta? – al darwinismo e, dall’alto della retorica creazionista ha dichiarato: “VOI non potete sopravvalutare, quanto sia minacciato l’establishment scientifico dal fatto che oggi il paradigma materialistico sembri incrinarsi realmente. Sentirete molto durante il prossimo anno a proposito … a proposito di come la spiegazione darwiniana sull’origine dell’intelligenza umana sia l’unico modo di lavorare [su di essa]. Chiedo a noi come comunità mondiale di andare là fuori e dire all’establishment scientifico, questo è abbastanza! Il materialismo deve cominciare a svanire e la causazione non-materialista deve essere compresa come parte della realtà naturale.” [“YOU cannot overestimate, how threatened the scientific establishment is by the fact that it now looks like the materialist paradigm is genuinely breaking down. You’re gonna hear a lot in the next calendar year about … how Darwin’s explanation of how human intelligence arose is the only scientific way of doing it … I’m asking us as a world community to go out there and tell the scientific establishment, enough is enough! Materialism needs to start fading away and non-materialist causation needs to be understood as part of natural reality.”]

I toni roboanti del predicatore biblico ci sono, ma la sostanza latita, come al solito. A parte seri segnali di disordine ossessivo-compulsivo che Schwartz sarebbe deputato a curare, la dichiarazione, è anche costellata di interessanti affermazioni, che meritano di essere messe in luce: 1. Che il paradigma materialista si stia sgretolando (evidentemente perché il paradigma magico si sta rafforzando); 2. che la “causazione non-materialista” abbisogni di essere parte della realtà naturale (cioè magic happens – magia che, per definizione, non è parte della realtà naturale). Forse l’intento di Schwartz è perfino più ambizioso, volendo forse ridefinire l’intero vocabolario.

Ovviamente il Discovery Institute, dietro il nome di Schwartz di Mario Beauregard (autore del “rivoluzionario” The Spiritual Brain: New Paradigms in the Science of Consciousness), non ha trovato di meglio che mettere su una bella petizione “Scientific dissent from Darwinism”, sperando il tal modo di mettere la “croce sopra” al darwinismo, letteralmente.

Ma alla fine qual’è l’ennesima boutade dei creazionisti? Reintrodurre il dualismo cartesiano nelle neuroscienze. In altre parole, l’apice dell’avanguardia scientifica. Res extensa et res cogitans, materia e spirito, cervello e mente, corpo e anima, formaggio e pere – no, questi a differenza dei precedenti sono sempre buoni insieme.

Da notare che tutte queste futuristiche rivoluzioni scientifiche debbano per forza inserirsi in un “nuovissimo” paradigma, quello cristiano.

Ma il pensare che ci sia un piccolo “omino del cervello” che recita noi stessi nel teatro cartesiano della mente, nonostante i recenti risultati che la “causazione materialista-darwinista” ha portato, è solo il primo incespicante passo verso il baratro del “God of Gaps”. Quel tipo di concezione del divino che trova il suo habitat ideale in ambiti del reale dove alcuni sedicenti scienziati desiderano veder fallire le teorie scientifiche. “La scienza non lo può ancora spiegare? Allora lì c’è l’opera di Dio! – Tu hai torto? Io ho ragione!” – questo giochetto epistemologicamente risibile, di livello non superiore a quello della scuola materna, è stato usato non solo per l’amletica questione dell’origine della coscienza, ma anche per l’estinzione dei dinosauri, l’evoluzione dell’occhio umano, il flagello dei batteri e last but not least le esplosive secrezioni anali del brachino bombardiere (Brachinus crepitans). Lascio a voi il piacere di fantasticare.

Ma poi, alla fine, quale sarebbe l’elegante “causazione non-materialista” proposta per spiegare l’origine della coscienza? Beh, secondo James Porter Moreland, professore alla Talbot School of Theology – istituzione evidentemente impegnatissima nello studio dell’origine della coscienza – “il teista non ha bisogno di spiegare come la coscienza possa derivare da materia che non possiede coscienza. La coscienza è là sin dall’inzio”. [“the theist has no need to explain how consciousness can come from materials bereft of it. Consciousness is there from the beginning”.]

Fine.

Ora però scommetto che non ridete più.

Giorgio Tarditi Spagnoli


Per approfondire:
Creationists declare war over the brain, 22/10/2008 New Scientist

Your brain is the next battleground, 23/10/2008 Pharyngula