NON è Darwin che ha sbagliato!

“Un fallace attacco all’evoluzione”, così Massimo Pigliucci intitola e sentenzia sull’ultimo numero di Nature nella recensione dell’ultimo attacco alla selezione naturale, gratuitamente condotto da Jerry A. Fodor e Massimo Piattelli-Palmarini (per un rincaro della dose, ecco Pikaia).“Abusando di distinzioni filosofiche e fraintendendo la letteratura sulla selezione naturale, Fodor e Piattelli-Palmarini fanno un pasticcio di ciò che avrebbe potuto essere un’importante

“Un fallace attacco all’evoluzione”, così Massimo Pigliucci intitola e sentenzia sull’ultimo numero di Nature nella recensione dell’ultimo attacco alla selezione naturale, gratuitamente condotto da Jerry A. Fodor e Massimo Piattelli-Palmarini (per un rincaro della dose, ecco Pikaia).

“Abusando di distinzioni filosofiche e fraintendendo la letteratura sulla selezione naturale, Fodor e Piattelli-Palmarini fanno un pasticcio di ciò che avrebbe potuto essere un’importante contributo” e ancora “nel pretendere che ci siano difetti fondamentali in un edificio che ha resistito un secolo e mezzo di disamina critica, Fodor e Piattelli-Palmarini errano orribilmente.” L’attacco è duplice: in primis, presta il fianco interpretativo la famosa “critica all’adattazionismo” proposta da Gould e Lewontin nell’articolo sui “Pennacchi di San Marco”, del 1979, punto di partenza da cui trarre abnormi conclusioni, quali l’ininfluenza della selezione naturale come meccanismo evolutivo; argomento che ha occupato circa il 90% di tutti i libri mai scritti sull’evoluzione, nonché circa il 100% della produzione dawkinsiana (in un modo o nell’altro). In secondo luogo, la contingenza viene resa assoluta nella sua non-necessità: né meccanismi né tantomeno leggi in biologia, solo storia, in una sequenza di eventi pressoché sconnessi uno dall’altro. Viene così liquidato uno dei fenomeni evolutivi più affascinanti, ubiquo e diacronico, nonché autoevidente prova della selezione naturale: la convergenza evolutiva.

Come concludere… come Dennett ha espresso a proposito (qui, in fondo all’articolo) “Il libro di Fodor è una impressionante dimostrazione di quanto l’aborrire un’idea (il disprezzo viscerale di Jerry per il pensiero evoluzionistico) possa far deragliare un pensatore altrimenti intelligente…. Un accademico responsabile dovrebbe saper controllare gli impulsi irrazionali, ma Fodor è semplicemente collassato di fronte al suo orrore e messo sù argomenti pessimamente cattivi”.

Caso e necessità, Monod. Basti questo.

Anche il nostro direttore Telmo Pievani è intervenuto sulla vicenda con un articolo sul Corriere del 23 marzo: “Darwin, la terza via dell’ evoluzione


Giorgio Tarditi Spagnoli