Ora di supplenza febbraio 2007: «Un condominio di formiche»

Oggi nell’Ora di supplenza si parlerà di formiche……. Per riuscire ad ottenere attenzione dall’agitato uditorio che gli è toccato in sorte ( una classe di qualunque livello scolare), il supplente accorto cercherà sempre di fare un certo effetto. Entrato in classe, dritto in piedi si fermerà a guardare con severo cipiglio ( o con un bel sorriso allegro, dipende da

Oggi nell’Ora di supplenza si parlerà di formiche…….

Per riuscire ad ottenere attenzione dall’agitato uditorio che gli è toccato in sorte ( una classe di qualunque livello scolare), il supplente accorto cercherà sempre di fare un certo effetto.

Entrato in classe, dritto in piedi si fermerà a guardare con severo cipiglio ( o con un bel sorriso allegro, dipende da cosa gli riesce meglio) la marmaglia che starnazza ( non si offendano gli alunni, ma molto spesso è così che si presentano al passante) .

Ottenuto un attimo di silenzio ne approfitterà per frugare nella borsa cercandovi qualcosa.

Trovato l’oggetto, lo poggerà con molta cura quasi fosse di vetro sulla cattedra, mettendosi davanti in modo da non farlo vedere subito…suspense… con gesto teatrale si sposterà dicendo a voce stentorea :” Ecco un condominio di formiche”. Il successo dovrebbe essere assicurato.

Perché il numero riesca è necessario perciò avere il ‘qualcosa’ di cui si parla qui sopra.

Si tratta di un piccolo parallelepipedo di plexiglas chiuso da un coperchietto e pieno per 2/3 di un gel celeste inodore che si compra per qualche euro nei negozi di giocattoli in cui si vendono anche giochi a carattere scientifico. (Figura 1)

Bisogna preparare il condominio delle formiche con un certo anticipo ( qualche giorno) aprendo in una bella giornata calda la scatolina col gel vicinissimo a un nido di formiche ( in giardino, in terrazzo, in campagna). Appena 7-10 formiche ( attratte dall’odore che il gel sprigiona in quanto contiene sostanze attraenti per le formiche e simili ai feromoni naturali quali sono la citronellale, la geraniale, la nerale o idrocarburi saturi come l’undecano ) sono entrate nell’astuccio, chiudere rapidamente il coperchio e aspettare guardando quello che succede all’interno.

Per i veri naturalisti osservare l’ attività di questi infaticabili imenotteri può essere un ottimo sostituto della televisione, ma anche per spiriti meno devoti l’incanto che offre la piccola colonia di formiche col suo scavare, andare su e giù, curare il nido che viene rapidamente costruito sotto i nostri occhi, è qualcosa di unico.

Dopo una settimana o meno,dipende dal genere di formica catturato, il condominio è pronto.

Si vedono attraverso le pareti trasparenti del plexiglas i cunicoli che s’incrociano e che , attivissime, le nostre mascottes percorrono veloci, dirette da esigenze e da richiami a noi ignoti.

Attenzione! Quello che otteniamo non è quasi mai un formicaio vero e proprio perché per esserlo dovremmo riuscire a catturare, insieme a formiche operaie e a maschi, anche qualche regina fecondata.

La formica regina si riconosce in genere dal fatto che ha le ali ( in primavera e in autunno) o che comunque è più molto grande delle altre.( Fig.2) Più difficile per il profano è capire se è stata fecondata o no. Se siamo fortunati ci potremmo riuscire e in tal caso lo spettacolo è completo: la regina deporrà le uova da cui sgusceranno le larve curate dalle operaie e pian piano si formerà un vero formicaio dalla vita frenetica.

Altrimenti prevediamo di riuscire a prendere solo qualche operaia che,scavando nel gel, darà origine a una microcolonia in grado di resistere anche qualche mese.


Si fa presto a dire formiche!

Le formiche esistono da almeno 150 milioni di anni e secondo E.O.Wilson, il grande mirmecologo e naturalista, sarebbero evolute dalle vespe solitarie.

Sono insetti imenotteri (con due ali membranose) aculeati( nelle famiglie più primitive è presente un pungiglione di difesa, sostituito nelle specie più evolute dalla produzione di sostanze chimiche velenose, come ad esempio l’acido formico) eusociali (in cui la vita sociale è sviluppata al massimo) che hanno avuto una grande radiazione adattativa in tutto il mondo: ad oggi ne sono note circa 10.000 specie.

In Italia tra le più diffuse e conosciute troviamo il genere Tetramorium di cui fa parte la comune formica nera delle zolle, dei marciapiedi,o degli appartamenti. Golose di sostanze dolci, si affollano intorno a briciole di zucchero, hanno dimensioni tra 2,5 e 3,5 mm e, dicono i mirmecologi, sono particolarmente litigiose.

Un genere molto frequente nel terreno o sugli alberi è Crematogaster dalla testa rossa e dall’addome a forma di cuore, più grande del Tetramorium ( può arrivare a 4 mm) e che per difendersi morde chiunque, provocandoci un fastidioso dolore date le mandibole di tutto rispetto. (fig.3)

Al genere Tapinoma (fig.4) appartiene una piccola formica dei campi che attacca il nemico – anche l’uomo – pungendo e pizzicando senza pietà, mentre un altro genere simile (gen.Lasius) fugge al primo pericolo .

Le formiche mediterranee in senso stretto sono però quelle del genere Aphaenogaster, dalle zampe lunghissime che le aiutano a spostarsi , sia pure molto lentamente, sul terreno roccioso e arido.

Se il gigante delle formiche italiane è la formica Ercole (gen. Camponotus) che arriva a 14÷ 16 mm di lunghezza, una delle più golose di zucchero è la Lasius , in grado di allevare intere fila di afidi ( i pidocchi delle piante) che ‘porta al pascolo’ , proprio come un gregge di pecore,su e giù per i rami e di cui succhia la melassa dolce e appiccicosa che questi producono.

E se dopo tutte queste notizie ( più molte altre) sul mondo straordinario delle formiche, gli studenti non sono ridotti al silenzio né prendono appunti…..lasciate stare le ore di supplenza.


Alessandra Magistrelli


Figura 1. http://www.toysblog.it/post/364/le-formiche-nuovi-animali-domesici-grazie-al-formicaio-spaziale
Figura 2. 3. 4. vengono tutte dal sito delle formiche http://www.geocities.com/tetramorium/messor.htm