Out of Africa: da dove?

Se l’Africa è ormai considerata da tutti come la culla dell’umanità, più dubbi sorgono riguardo le rotte migratorie che i nostri antenati intrapresero intorno a 120.000, quando fuoriuscirono da questo continente per colonizzare l’intero pianeta. L’ipotesi più accreditata vede l’utilizzo della Valle del Nilo come corridoio naturale che ha consentito alle popolazioni umane arcaiche di giungere sulle rive del Mediaterraneo.

Se l’Africa è ormai considerata da tutti come la culla dell’umanità, più dubbi sorgono riguardo le rotte migratorie che i nostri antenati intrapresero intorno a 120.000, quando fuoriuscirono da questo continente per colonizzare l’intero pianeta. L’ipotesi più accreditata vede l’utilizzo della Valle del Nilo come corridoio naturale che ha consentito alle popolazioni umane arcaiche di giungere sulle rive del Mediaterraneo. In alterantiva, è stato proposto che i primi migratori della nostra specie abbiano sfruttato l’abbassamento del livello del Mar Rosso per passare dalla penisola del corno d’Africa a quella Araba e da qui si siano poi spostate verso l’Asia e il Mediterraneo.

Un recente articolo, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ha proposto un’interessante nuova ipotesi, sulla base di alcuni rilevamenti paleoclimatici e geochimici: le antiche popolazioni si sarebbero spostate attraversando il Sahara centrale e l’attuale Libia, seguendo il corso di alcuni fiumi ora scomparsi. Questa regione, infatti, durante l’ultimo interglaciale, datato tra 170 e 130.000 anni fa, fu interessata da un lungo periodo di intense precipitazioni, che portano alla formazione di un grande bacino idrico al centro del deserto del Sahara (in corrispondenza degli attuali stati di Niger, Ciad e Sudan). Da qui, secondo quanto traspare da immagini satellitari radar in grado di individuare corsi d’acqua fossili, si originarono alcuni grandi fiuni che, attraversando l’attuale Libia, sfociavano nel Mar Mediterraneo.

Le datazioni effettuate mediante analisi geochimiche hanno collocato l’esistenza di questi fiumi proprio nell’ultimo periodo interglaciale, costituendo un’importante area umida nel bel mezzo di una distesa arida. Un’ulteriore analisi, che ha preso in considerazione la composizione chimica del guscio di conchiglie rinvenute in alcune località in cui si trovavano questi corsi d’acqua fossili e di gusci di microfossili planctonici mediterranei ha confermato la presenza di questa rete idrica sahariana. Infatti, entrambi questi gruppi animali contengono nel loro guscio tracce di isotopi tipici di rocce vulcaniche, come quelle della zona del bacino idrico da cui avevano origine i fiumi.

Secondo i ricercatori della Bristol University alcune popolazioni di Homo sapiens arcaico utilizzarono proprio questo corridoio naturale per raggiungere il bacino del Mediterraneo ed avvicinarsi così agli altri continenti. In questo modo, concludono i ricercatori, si spiegherebbero tutte le similarità osservate tra gli utensili e gli artefatti rinvenuti in Ciad, Sudan e Libia e risalenti al Paleolitico Medio.

Andrea Romano


Riferimenti:
Anne H. Osborne, Derek Vance, Eelco J. Rohling, Nick Barton, Mike Rogerson, and Nuri Fello. A humid corridor across the Sahara for the migration of early modern humans out of Africa 120,000 years ago. PNAS, DOI: 10.1073_pnas.0804472105