Piccola scimmia fossile dal Perù

Scoperto un fossile di scimmia, vissuta circa 18 milioni di anni fa nell’attuale Perù, non più grande di un pugno: un aiuto per colmare una lacuna sull’evoluzione delle scimmie del Nuovo Mondo


Un team di scienziati peruviani e americani ha scoperto i resti, risalenti a circa 18 milioni di anni fa, della più piccola scimmia fossile finora ignota alla scienza. L’esemplare è importante perché aiuta a colmare un gap di 15 milioni di anni nel record di fossili delle scimmie del Nuovo Mondo.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Journal of Human Evolution riporta la scoperta di un dente fossilizzato trovato nella giungla amazzonica peruviana, dissotterrato da una riva esposta lungo il Rio Alto Madre de Dios, nel sud-est del Perù, e identificato come appartenente a una nuova specie di scimmia. Il gruppo di ricercatori ha nominato la specie Parvimico materdei che significa “piccola scimmia del fiume Madre di Dio”. Il team, durante la spedizione, ha rinvenuto centinaia di fossili di roditori, pipistrelli e altri animali prima di individuare l’unico e prezioso dente di scimmia, sottolineando la rarità del reperto di dimensioni davvero minute.

Lo studio dei denti fossili è molto importante dal punto di vista paleontologico, in particolare i molari (per i mammiferi) possono fornire numerose informazioni (Pikaia ne ha parlato qui). Sulla base delle dimensioni e della forma relativa del dente, i ricercatori pensano che l’animale si nutrisse probabilmente di frutti e insetti e che pesasse non più di 200 g, dimensioni paragonabili all’odierno uistitì dai pennacchi bianchi (Callithrix jacchus). Con questa taglia, la nuova specie la più piccola scimmia estinta che sia mai stata rinvenuta fino a oggi. Solo una sola specie di scimmia attuale, lo uistitì pigmeo (Cebuella pygmaea), è più piccola.

La scoperta di questo reperto è importante anche perché è uno dei pochi indizi che gli scienziati hanno sull’evoluzione delle scimmie americane. Si pensa che le scimmie siano arrivate in Sud America circa 40 milioni di anni fa, diversificandosi rapidamente nelle oltre 150 specie del Nuovo Mondo che conosciamo oggi, la maggior parte delle quali abitano la foresta pluviale amazzonica (Pikaia ne ha parlato qui e qui). Eppure, esattamente come si è svolto quel processo è ancora sconosciuto, in gran parte a causa di una lacuna nel record di fossili di scimmie tra i 13 e i 31 milioni di anni fa, con solo pochi reperti disponibili (Pikaia ne ha parlato qui).

Parvimico, risalente a 17-19 milioni di anni fa, cade proprio in questo periodo lacunoso di fossili, il che lo rende un reperto di fondamentale importanza paleontologica. Il team di ricercatori è tuttora impegnato nella ricerca di ulteriori fossili di primati nell’Amazzonia peruviana, concentrando i propri sforzi in siti fluviali con sedimenti vecchi di 30 milioni di anni: ulteriori sforzi e ritrovamenti sono necessari per cercare di chiarire maggiormente l’evoluzione delle scimmie, in particolare quelle del nuovo mondo.


Fonti
Richard F. Kay, Lauren A. Gonzales, Wout Salenbien, Jean-Noël Martinez, Siobhán B. Cooke, Luis Angel Valdivia, Catherine Rigsby, Paul A. Baker. Parvimico materdei gen. et sp. nov.: A new platyrrhine from the Early Miocene of the Amazon Basin, Peru. Journal of Human Evolution, 2019; 134: 102628 

Immagine: William Warby from London, England [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons