Piccoli dinosauri crescono, e saturano l’ambiente

L’oviparità, in constrasto con la viviparità, avrebbe rappresentato una delle cause dell’inesorabile declino dei dinosauri in favore dei mammiferi: questa l’innovativa ipotesi, formulata mediante una modellizzazione matematica, che viene presentata da un gruppo di ricercatori sulla rivista Biology Letters.Ma in che modo le uova avrebbero sfavorito i dinosauri? Secondo i ricercatori, avrebbero influito sulla loro posizione ecologica all’interno degli ecosistemi.


L’oviparità, in constrasto con la viviparità, avrebbe rappresentato una delle cause dell’inesorabile declino dei dinosauri in favore dei mammiferi: questa l’innovativa ipotesi, formulata mediante una modellizzazione matematica, che viene presentata da un gruppo di ricercatori sulla rivista Biology Letters.

Ma in che modo le uova avrebbero sfavorito i dinosauri? Secondo i ricercatori, avrebbero influito sulla loro posizione ecologica all’interno degli ecosistemi. Ma andiamo per gradi: nonostante le loro incredibili dimensioni, i dinosauri non potevano produrre uova di grande taglia a causa delle limitazioni fisiche imposte dallo spessore del guscio. All’aumentare della dimensione dell’uovo, infatti, deve espandersi anche lo spessore del guscio onde evitarne la rottura, ma questo pone dei grossi problemi per l’assorbimento dell’ossigeno da parte dell’embrione. Costrizioni di questo tipo, infatti, limitavano la dimensione delle uova dei dinosauri che nascevano con una taglia infinitamente inferiore rispetto agli adulti (per i grandi teropodi si parla di circa 2.500 volte). Molto diversa è la situazione dei mammiferi, i cui neonati presentano già dimensioni ragguardevoli se comparati agli adulti.

Come si traduce questo in termini ecologici? Ebbene, una sola specie di dinosauro occupava nel corso delle diverse fasi di vita diverse nicchie ecologiche, utilizzando spazi e risorse differenti, che, nel caso dei mammiferi, sono spesso appannaggio di specie diverse (questo concetto è ben esemplificato nell’immagine sopra). A questo si aggiunge che i mammiferi nelle prime fasi di vita si nutrono di latte materno senza dunque occupare una distinta nicchia ecologica ripetto ai genitori. Le nicchie delle specie di dinosauri di piccole dimensioni erano perciò già occupate dalle fasi giovanili dei giganti, limitandone quindi la diversità: questo è compatibile con i pochi ritrovamenti fossili di specie con peso compreso tra due e sei chilogrammi, molto più rari rispetto ai mammiferi.

Le specie di piccole dimensioni, con i loro brevi cicli vitali, possono essere meglio adattabili ai repentini cambiamenti ambientali, come quelli che sopraggiunsero intorno a 65 milioni di anni fa in seguito alla caduta del meteorite nel Golfo del Messico. La maggior parte delle specie di grosse dimensioni scomparvero e, di conseguenza, i dinosauri furono soppiantati dai mammiferi, che nel corso della loro evoluzione, andarono ad rioccupare le nicchie ecologiche ormai divenute libere. 

Qui un’interessante e ben argomentata critica allo studio.


Andrea Romano


Riferimenti:
Daryl Codron, Chris Carbone, Dennis W. H. Müller, and Marcus Clauss. Ontogenetic niche shifts in dinosaurs influenced size, diversity and extinction in terrestrial vertebrates. Biology Letters, April 18, 2012 DOI: 10.1098/rsbl.2012.0240

Immagine:
Credit: University of Zurich; Jeanne Peter