Predatori del microcosmo’ a Torino

Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, presenta, dal 30 aprile al 27 giugno 2011, la mostra “PREDATORI DEL MICROCOSMO: la corsa agli armamenti di insetti, ragni, anfibi e rettili” una esposizione temporanea con animali vivi e fotografie di Emanuele Biggi e Francesco Tomasinelli.La mostra sarà inaugurata Venerdì 29 aprile, ore 18.00.L’esposizione “Predatori del Microcosmo” ha come punto di


Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, presenta, dal 30 aprile al 27 giugno 2011, la mostra “PREDATORI DEL MICROCOSMO: la corsa agli armamenti di insetti, ragni, anfibi e rettili” una esposizione temporanea con animali vivi e fotografie di Emanuele Biggi e Francesco Tomasinelli.
La mostra sarà inaugurata Venerdì 29 aprile, ore 18.00.


L’esposizione “Predatori del Microcosmo” ha come punto di forza una collezione di animali vivi presentati all’interno di 17 vivari che riproducono il loro habitat naturale. Sono tutti predatori e appartengono a differenti gruppi animali, con diverse strategie di caccia.
La mostra fotografica composta da 20 pannelli di fotografie realizzate dai biologi-fotografi Emanuele Biggi e Francesco Tomasinelli offre una possibilità di approfondimento, grazie all’insieme di racconti per immagini che mettono in evidenza gli aspetti più curiosi della vita dei protagonisti della mostra.
I “Predatori del Microcosmo” fanno parte di un esercito immenso di centinaia di migliaia di specie, che passa in secondo piano e messo in disparte da animali più grandi, carismatici e vistosi come leoni, orsi e aquile, i predatore per eccellenza.

L’impatto complessivo di questi piccoli organismi sull’ambiente dove vivono non va sottovalutato. C’è un esempio che illustra molto bene questo concetto:
In molte foreste del Sud America il predatore per eccellenza è il giaguaro, un grande felino che si nutre di tapiri, uccelli, serpenti e un gran numero di mammiferi. Ma nella foresta c’è un altro predatore che ha un ruolo altrettanto importante. Si tratta delle formiche legionarie del genere Eciton, un vero “super-organismo”: alcune colonie ne possono contenere anche 300.000, che mangiano ogni giorno migliaia di insetti, di solito la metà di quelli presenti nell’area dell’incursione. Un giaguaro da 100 kg consuma diversi kg di carne al giorno. Ma per ogni felino ci sono decine, a volte centinaia di colonie di formiche Eciton. L’impatto complessivo di questi insetti sulla vita nella foresta è quindi immenso: senza le formiche legionarie, gli insetti che si nutrono di vegetali potrebbero consumare gran parte delle piante, portando al collasso l’intero habitat. E senza vegetazione niente erbivori e quindi niente giaguaro.

Ecco perché oggi, come centinaia di milioni di anni fa, le grandi e complesse comunità di piccoli organismi sono il pilastro della vita sulla terra. Se queste dovessero scomparire, la sopravvivenza delle specie più grandi, compresa la nostra, sarebbe molto difficile, se non impossibile.

Si può affermare, in linea di massima, che un ambiente naturale è tanto più stabile quanto più numerose sono le specie che lo popolano e le relazioni che le riguardano. Ma negli spazi profondamente alterati dall’uomo, come i margini delle città e le nostre campagne coltivate, la biodiversità si riduce moltissimo e questo espone l’ecosistema, e l’uomo con esso, a forti rischi.
In questi contesti i piccoli predatori hanno un ruolo di controllo molto importante, per esempio limitando la diffusione di gruppi di organismi nocivi, spesso insetti, che aggrediscono le colture.
Uno studio molto interessante è stato condotto in un frutteto italiano, dove gli insetti nocivi che aggredivano le mele erano tenuti a bada da pesticidi e veleni (che danneggiano l’ambiente stesso e, indirettamente, pongono problemi di salute anche per l’uomo). Si è quindi interrotta l’irrorazione con pesticidi e si è favorita la diffusione dei ragni, costruendo una serie di rifugi semi-naturali per gli aracnidi sui tronchi delle piante. I predatori sono aumentati naturalmente di numero ed hanno ridotto tra il 30 e il 50% la presenza degli insetti nocivi, con immensi benefici per il raccolto e per l’ambiente stesso.

Un altro studio ha interessato invece le risaie piemontesi, piagate da un numero astronomico di zanzare, diventate il tormento di chi vive in prossimità delle aree coltivate. Le pratiche agricole più invasive, come le “asciutte” (rimozione dell’acqua dalle risaie a più riprese), uccidono infatti tutti i predatori delle zanzare, in particolar modo le larve delle libellule e di altri insetti. La sperimentazione ha dimostrato che basta prevedere alcuni canali di deposito d’acqua residua, dove consentire la sopravvivenza dei predatori, per osservare una concreta riduzione del numero delle zanzare.


Sede: Museo Regionale di Scienze Naturali, via Giolitti, 36, Torino
Inaugurazione: Venerdì 29 aprile, ore 18.00
Periodo: dal 30 aprile al 27 giugno 2011
Ingresso: € 5.00 intero, € 2.50 ridotto.
Informazioni Museo: tel. +39 011.432.6354

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