Prima che sorga l’alba

La maggior parte dei vertebrati possiede occhi la cui forma varia in modo prevedibile a seconda dell’attività. I vertebrati notturni hanno tipicamente ampie cornee relativamente alla dimensione dell’occhio come adattamento per una maggiore sensibilità. Di converso, i vertebrati diurni dimostrano generalmente cornee più piccole relativamente alla dimensione dell’occhio come adattamento atto a una maggiore acuità visiva. Di contrasto, molti studi


La maggior parte dei vertebrati possiede occhi la cui forma varia in modo prevedibile a seconda dell’attività. I vertebrati notturni hanno tipicamente ampie cornee relativamente alla dimensione dell’occhio come adattamento per una maggiore sensibilità. Di converso, i vertebrati diurni dimostrano generalmente cornee più piccole relativamente alla dimensione dell’occhio come adattamento atto a una maggiore acuità visiva. Di contrasto, molti studi hanno concluso che molti mammiferi possiedono forme degli occhi tipiche di animali notturni, indipendentemente dal pattern di attività. Un recente studio ha avanzato nuovi metodi statistici per permettere la predizione della forma nell’occhio dei mammiferi in base al pattern di attività, specie catemerali incluse (animali che sono egualmente attivi durante le ore diurne e notturne).

In un nuovo studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society è stata condotta una dettagliata analisi della forma dell’occhio e dell’attività nei mammiferi, usando un campione comparativo molto ampio, comprendente 266 specie. Lo studio ha dimostrato che la forma degli occhi nelle specie di mammiferi catemerali si sovrappone completamente alle specie diurne e notturne. Inoltre, la maggior parte delle specie diurne e catemerali possiedono forme degli occhi più simili a quelle di altri vertebrati notturni, quali uccelli e sauri. L’unico clade di mammiferi che diverge da questo pattern è quello degli antropoidi, che hanno convergentemente evoluto forme oculari simili a quelle di uccelli e sauri diurni. Lo studio avanza quindi l’ipotesi di un collo di bottiglia nella storia dell’evoluzione dei mammiferi che li costrinse ad assumere precocemente abitudini notturne.

Giorgio Tarditi Spagnoli


Riferimenti:
M. I. Hall, J. M. Kamilar, E. C. Kirk. Eye shape and the nocturnal bottleneck of mammals. Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, 2012; DOI: 10.1098/rspb.2012.2258

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