Pterosauri? Fenicotteri giurassici

Un nuovo studio, condotto su coproliti da ricercatori dell’Università di Uppsala, fornisce la prima prova diretta dell’alimentazione per filtrazione in pterosauri giurassici e dimostra che avevano una dieta simile all’attuale fenicottero cileno


Gli pterosauri erano un gruppo eterogeneo di rettili volanti che sono stati i primi tra i tetrapodi ad evolvere il volo battuto (Pikaia ne ha parlato qui e qui). Hanno avuto origine nel tardo Triassico e costituivano una componente importante degli ecosistemi dell’era mesozoica fino alla loro estinzione alla fine del Cretaceo. Durante questo periodo di tempo, gli pterosauri si sono adattati a diversi stili di vita e abitudini alimentari. L’evidenza diretta della loro dieta, data dal contenuto in stomaco e intestino è tuttavia rara e conosciuta solo per poche specie.

Per la comprensione del comportamento degli animali del passato, lo studio dei coproliti (escrementi fossilizzati) è fondamentale: sono fossili molto comuni e potenzialmente contengono informazioni preziose sulla dieta degli animali estinti (Pikaia ne ha parlato qui). Sfortunatamente, è spesso difficile sapere quale animale lo ha prodotto.

In un nuovo studio, pubblicato sulla rivista PeerJ, un gruppo di ricercatori dell’Università di Uppsala e dell’Istituto di Paleobiologia dell’Accademia Polacca delle Scienze hanno analizzato il contenuto di tre coproliti raccolte presso la Cava di Wierzbica in Polonia, un sito paleontologico noto per le abbondanti impronte di pterosauri. Le dimensioni, la forma e l’associazione dei coproliti e le tracce rinvenute, suggeriscono che sono state prodotte proprio da pterosauri, probabilmente appartenenti alla famiglia nominata Ctenochasmatidae.

Le scansioni di microtomografia con radiazione di sincrotrone dei coproliti hanno rivelato resti microscopici di cibo, inclusi foraminiferi, piccoli gusci di invertebrati marini e possibili resti di vermi policheti. I ricercatori ipotizzano che uno pterosauro, per aver prodotto gli escrementi contenenti piccole prede del genere, dovesse nutrirsi attraverso l’alimentazione per filtraggio.

Una specie più recente rispetto ai coproliti ritrovati in Polonia, Pterodaustro, uno pterosauro che viveva durante il Cretaceo, possedeva molti denti lunghi e sottili, una struttura simile ai fanoni dei moderni misticeti. Questo porta a ipotizzare che fosse quasi certamente un animale filtratore. I ctenocasmiti, più antichi rispetto a Pterodaustro, non possedevano una bocca con dei setacci così marcati, ma alcune specie di questo gruppo avevano il muso allungato con molti denti sottili: struttura interpretabile anche come un adattamento all’alimentazione per filtrazione. Questa famiglia di pterosauri era presente nell’area e nel periodo di produzione dei coproliti, e poiché le impronte del sito sono state attribuite anche ai ctenocasmiti, è probabile che tali pterosauri abbiano lasciato sia gli escrementi che le impronte.

Il fenicottero cileno (Phoenicopterus chilensis), animale filtratore moderno, può produrre escrementi pieni di foraminiferi quando si alimenta nelle zone umide costiere, molto simili ai coproliti rinvenuti. E’ possibile dunque ipotizzare un parallelismo ecologico tra questa specie attuale e questi antichi pterosauri dato il contenuto simile degli escrementi: questa similarità potrebbe essere spiegata da ambienti di alimentazione simili e dalle dimensioni delle maglie dell’apparato di alimentazione a filtro.

Potrebbe dunque trattarsi di un caso di evoluzione convergente (Pikaia ne ha parlato qui) tra due specie filogeneticamente molto distanti tra loro: i pterosauri occupavano quindi una nicchia ecologica simile a quella occupata oggi dai fenicotteri cileni.


Fonti
Qvarnström M, Elgh E, Owocki K, Ahlberg PE, Niedźwiedzki G. 2019. Filter feeding in Late Jurassic pterosaurs supported by coprolite contents. PeerJ 7:e7375https://doi.org/10.7717/peerj.7375

Immagine: da Wikimedia Commons