Qua le zampe!

Vent’anni di studi e ricerche molecolari non hanno prodotto molta chiarezza sulla storia filogenetica degli artropodi; analisi basate su campioni limitati di specie e di sequenze geniche hanno generato risultato scarsamente supportati e condivisi. Del resto, i numeri che riguardano questo phylum, sono davvero eccezionali: milioni di specie distinte, che comprendono organismi diversissimi fra loro, come insetti, crostacei, ragni e

Vent’anni di studi e ricerche molecolari non hanno prodotto molta chiarezza sulla storia filogenetica degli artropodi; analisi basate su campioni limitati di specie e di sequenze geniche hanno generato risultato scarsamente supportati e condivisi. Del resto, i numeri che riguardano questo phylum, sono davvero eccezionali: milioni di specie distinte, che comprendono organismi diversissimi fra loro, come insetti, crostacei, ragni e molti altri, innumerevoli aspetti d’importanza economica, oltre che biologica, come l’impollinazione, la trasmissione di malattie, il controllo dei parassiti nell’agricoltura e molte altre, che contribuiscono a rendere questi affascinanti animali un soggetto davvero interessante per la comunità scientifica.

Finalmente, un team di ricercatori, fra cui Joel Martin e Regina Wetzer, del National History Museum di Los Angeles County, hanno pubblicato una lettera su Nature, che fornisce un’analisi delle relazioni evolutive fra gli artropodi completamente rinnovata, che offre risposte a domande che da molto tempo venivano discusse senza molti risultati concreti. La novità arriva soprattutto dalla vastità del campione selezionato per lo studio: 75 specie, attentamente selezionate perché includessero la maggior varietà di artropodi possibile, 62 geni nucleari, codificanti per proteine, allineati e studiati con quattro differenti approcci analitici. Tutto questo per poter finalmente produrre dei risultati basati su prove solide.

Questi risultati ci sono, ed effettivamente costituiscono un enorme passo avanti in quella che è  la comprensione della storia evolutiva degli artropodi. Lo studio supporta fortemente l’ipotesi cosiddetta dei “Mandibulata”, che comprende l’evoluzione degli insetti da un gruppo di crostacei, contraddicendo diversi studi che invece avevano fornito ipotesi opposte. Inoltre, queste analisi mostrano anche la precoce emersione dei Chelicerata e risolve in maniera molto più dettagliata e completa la struttura interna dei Pancrustacea. Guardare il complesso albero evolutivo derivato da questo studio permette di fare un vero e proprio viaggio nella profondità della biodiversità terrestre, un viaggio che ancora è ben lontano dal dirsi completato, ma che continua e continuerà a regalarci molte affascinanti sorprese.

Silvia Demergazzi


Riferimenti:
Jerome C. Regier, Jeffrey W. Shultz, Andreas Zwick, April Hussey, Bernard Ball, Regina Wetzer, Joel W. Martin5, Clifford W. Cunningham, Arthropod relationships revealed by phylogenomic analysis of nuclear protein-coding sequences, Nature, doi:10.1038/nature08742

Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons