Quando l’alcol è una forma di difesa

Fare ricorso all’alcol per salvare la propria progenie; è questa la strategia adottata dai moscerini della frutta per difendersi da una specie di vespe parassite

La medicina non è una strategia esclusivamente umana. L’uso di sostanze trovate in natura per difendersi dalle infezioni rientra infatti nei meccanismi di difesa comportamentali che alcuni animali sono in grado di adottare contro patogeni e parassiti. Un affascinante esempio di questa strategia immunitaria è stata descritta nell’ultimo numero di Science da un gruppo di ricercatori della Emory University di Atlanta, che hanno studiato il modo in cui i moscerini della frutta (Drosophila melanogaster), si difendono da una specie di vespe, Leptopilina heterotoma, specializzate nell’infettare le larve di Drosophila con le proprie uova. 
In un precedente lavoro, il gruppo di Atlanta, guidato dal genetista evolutivo Todd Schlenke, aveva scoperto che le larve infettate dalle uova di Leptopilina tendevano a consumare cibo con concentrazioni di alcol tali da risultare tossiche per i parassiti ma non per le larve stesse, che avevano evoluto una maggiore resistenza agli effetti nocivi dell’alcol. Partendo da queste informazioni, i ricercatori hanno messo 300 moscerini in gabbie contenenti due diversi tipi di cibo, uno dei quali contenente una maggiore quantità di alcol. Hanno poi introdotto, in alcune gabbie, una cinquantina di femmine di Leptopilina e hanno così scoperto che, in presenza delle vespe parassite, le femmine di Drosophila tendevano a deporre le proprie uova nel cibo più alcolico, comportamento che non veniva adottato in assenza delle vespe. 
I ricercatori hanno quindi approfondito la loro indagine, dimostrando che il riconoscimento delle vespe avviene grazie alla vista e che i moscerini sono in grado di distinguere i maschi di Leptopilina, innocui per la propria prole, dalle femmine. Ripetendo gli stessi esperimenti su altre sei specie di Drosophila, hanno inoltre scoperto che questa strategia “medica” è praticata in tre di esse (D. simulans, D. hydei e D. virilis) e potrebbe dunque essere frutto di una coevoluzione interna al genere Drosophila.
Michele Bellone
 
 
Riferimenti:
B. Z. Kacsoh, Z. R. Lynch, N. T. Mortimer, T. A. Schlenke. Fruit Flies Medicate Offspring After Seeing Parasites. Science, 2013; 339 (6122): 947 DOI: 10.1126/science.1229625

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Credit: Photo by Todd Schlenke