Quella poco scientifica mania di scoprire “anelli mancanti”

Dal blog L’Antievoluzionismo in Italia di Daniele FormentiSul Corriere un articolo di G.Caprara (“Quella poco scientifica mania di scoprire ‘anelli mancanti’“) sulla pessima abitudine di suggerire un’immagine assolutamente errata e fuorviante dell’evoluzione biologica, tratta da ideologie che diffondevano l’idea errata che l’evoluzione fosse un percorso lineare che avrebbe condotto le specie animali magari verso un obiettivo finale. L’idea dell’anello mancante

Dal blog L’Antievoluzionismo in Italia di Daniele Formenti

Sul Corriere un articolo di G.Caprara (“Quella poco scientifica mania di scoprire ‘anelli mancanti’“) sulla pessima abitudine di suggerire un’immagine assolutamente errata e fuorviante dell’evoluzione biologica, tratta da ideologie che diffondevano l’idea errata che l’evoluzione fosse un percorso lineare che avrebbe condotto le specie animali magari verso un obiettivo finale.

L’idea dell’anello mancante si adatta infatti alla rappresentazione mentale di una struttura lineare (una catena) che contrasta con l’immagine che ci propone la scienza attuale, alludendo invece all’idea della “grande catena dell’essere”. L’idea dell’evoluzione resterà sempre legata all’immagine errata di un processo lineare finchè si riproporrà quest’immagine riferita alla cultura limitata di qualche secolo fa.

Come sappiamo Darwin fu il primo a proporre l’immagine più adatta di un corallo, mentre oggi preferiamo rappresentare l’evoluzione biologica con l’immagine di un cespuglio. Né l’uno né l’altro fanno uso di anelli, più o meno “mancanti”. 

Dell’erroneo concetto di anello mancante parla anche Marco Ferrari sul suo blog Leucophaea (“Come compilare il modulo: anello mancante“).

Pikaia aveva trattato l’argomento in “Quando le forme di transizione estinsero gli anelli mancanti