Recensione di Armi, acciao e malattie

Jared Diamond. Armi, acciaio e malattie. Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni. Einaudi Tascabili, 2000 Il biologo americano

Jared Diamond. Armi, acciaio e malattie. Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni. Einaudi Tascabili, 2000 Il biologo americano Jared Diamond, gia’ conosciuto in Italia per il suo libro Il terzo scimpanzé (Bollati Boringhieri, 1994), pubblica nel 1997 questo importante saggio e l’anno successivo gli viene attribuito il prestigioso Premio Pulizer. Nella prefazione di Luca e Francesco Cavalli Sforza si introduce la domanda principale alla quale l’opera vuole dare una risposta scientificamente accurata: perche’ gli europei sono stati in grado di conquistare in pochi secoli tutto il mondo? Per molto tempo le ragioni addotte sono state superficiali, ideologiche, spesso razziste: si e’ insistito sulla presunta superiorita’ biologica dell’uomo europeo. Diamond analizza il problema in tutta la sua complessita’, cercando di introdurre seri elementi scientifici di discussione, quali la biogeografia, l’ecologia, l’etologia e la storia della tecnologia e dell’organizzazione sociale umana. Nella prima parte del libro Diamond presenta il quadro iniziale, e pone in evidenza come gli uomini che popolavano la Terra alla fine dell’ultima glaciazione si presentassero fondamentalmente con le stesse potenzialita’ ai nastri di partenza: intorno all’11000 a.C., con la colonizzazione del continente americano, gran parte delle terre abitabili erano ormai popolate da Homo sapiens, e non c’erano ancora chiari segni di un diverso sviluppo delle popolazioni stanziate nelle varie aree geografiche. A questo punto Diamond parte alla ricerca delle ragioni dell’indubbio successo del continente euro-asiatico, iniziando questo percorso con interessanti esempi tratti dalla evoluzione storica di alcune popolazioni dell’Oceania e dalla piu’ nota vicenda della colonizzazione del Nuovo Mondo da parte di Pizarro e Cortés. Tutta la seconda parte del libro e’ dedicata all’analisi della nascita e dello sviluppo di quell’attivita’ umana che puo’ davvero considerarsi condizione sine qua non per lo sviluppo delle societa’ umane: l’agricoltura, e cioe’ la domesticazione di piante ed animali con lo scopo non solo di migliorare ed aumentare le disponibilita’ alimentari, ma con tutta la cascata di conseguenze che cio’ ha comportato. L’uomo si e’ trasformato, laddove e’ risultato piu’ conveniente e dove le risorse naturali lo hanno consentito, da cacciatore-raccoglitore qual e’ sempre stato, in agricoltore. Questo evento importante si e’ verificato in epoche diverse ed in modo indipendente in almeno cinque regioni della Terra, come la Mezzaluna Fertile, il Mesoamerica, la Cina, la regione Andina e gli USA Orientali. Col tempo gli agricoltori hanno inoltre imparato ad esercitare la selezione artificiale su piante ed animali, migliorando sempre di piu’ la tecnologia associata. L’allevamento di animali di grossa taglia e’ invece particolarmente riuscito soltanto in Eurasia, per la disponibilita’ di un gran numero di animali adatti alla domesticazione. Gli animali domestici si riveleranno un vero e proprio elemento vincente in quanto forniranno all’uomo non solo proteine, protezione dal freddo, concime e forza motrice, ma anche superiorita’ militare sotto forma di mezzo per sbaragliare il nemico ed anche come veicolo di pericolosissime malattie! Finora la presunta superiorita’ dell’uomo europeo non emerge dalle evidenze: tutte le popolazioni venute a contatto in un secondo tempo con le specie utili offerte dalla natura hanno rapidamente imparato ad usufruirne. Un altro importantissimo fattore analizzato da Diamond e’ quello biogeografico: il continente euroasiatico e’ molto vasto, non interrotto da insormontabili barriere geografiche, molto vario dal punto di vista climatico (e quindi biologico) e con un asse di sviluppo di tipo Est-Ovest, particolarmente favorevole: tutte queste caratteristiche hanno favorito l’espansione non solo dell’agricoltura, ma anche delle sue inevitabili conseguenze: la scrittura, la cultura, la tecnologia, e con esse la crescente complessita’ dell’organizzazione sociale. Nella Terza Parte dell’opera si parte dal cibo per giungere alle armi, all’acciaio e alle malattie, sviluppando in dettaglio le questioni legate alla terribile arma in piu’ nelle mani dell’uomo europeo rappresentata dalle malattie epidemiche (tifo, peste, colera, tubercolosi, morbillo….), derivate dal lungo contatto con gli animali domestici e verso le quali gli europei avevano gia’ da tempo sviluppato una certa immunita’. Un altro fattore decisivo per lo sviluppo di una societa’ umana e’ legato alla scrittura: questa nasce da semplici necessita’ di contabilita’ e classificazione, per poi diventare piu’ raffinata e contribuire alla efficace diffusione delle idee, e di conseguenza favorisce il miglioramento della tecnologia. La tecnologia, a sua volta, si autocatalizza in virtu’ della sua capacita’ di espansione tra societa’ in competizione: ancora una volta l’Eurasia, con scarse barriere lungo il suo asse pricipale Est-Ovest, con una popolazione numerosa e con l’apporto di un’agricoltura che fornisce eccedenze alimentari, ha contribuito piu’ di ogni altro continente all’avanzamento tecnologico. La quarta ed ultima parte del libro e’ un ideale giro del Mondo, nel quale vengono analizzate le vicende delle sue piu’ importanti regioni: Australia e Nuova Guinea, Cina, Polinesia, Eurasia e America, Africa. In conclusione, si tratta certo di un’opera che “pretende” di condensare 13000 anni di storia in poco piu’ di 300 pagine, ma che riesce con la forza e la chiarezza delle argomentazioni a sfatare definitivamente il mito della superiorita’ biologica dell’uomo europeo, e che soprattutto vuole trovare le vere ragioni di una altrettanto indubbia supremazia dello stesso negli ultimi secoli. A questo proposito, Diamond riafferma l’importanza dello studio della storia con la stessa metodologia riservata alle discipline scientifiche, pur con tutte le difficolta’ che si incontrano quando i sistemi studiati raggiungono un tale grado di complessita’. Molto resta ancora da fare per comprendere appieno le cause che hanno determinato alcuni grandi eventi del passato: ad esempio, ci si chiede come mai la Cina, la societa’ piu’ tecnologicamente avanzata fino al 1400, non sia arrivata per prima a conquistare il Nuovo Mondo e l’Australia, o cosa e’ successo alla Mezzaluna “Fertile” per non essere piu’ tale. Viene ribadita l’importanza dell’esperimento naturale, gia’ utilizzato in campi quali l’epidemiologia e la biologia evolutiva: l’obiettivo reale e’, nella visione dell’autore, di capire talmente a fondo cio’ che e’ successo nel passato alle societa’ umane -e le coseguenze delle scelte operate- da riuscire ad evitare il ripetersi di certi fatali errori e plasmare al meglio il nostro futuro. La lezione che si puo’ cominciare a trarre e’ molto importante: le condizioni cambiano, e la supremazia nel passato non garantisce lo stesso primato nel futuro!