Riapre Grotta Romanelli!

Romanelli-sett39-Blanc-1-1

Dopo oltre 40 anni riprendono gli scavi a Grotta Romanelli, una delle più importanti testimonianze della presenza dell’uomo paleolitico in Italia


Dopo oltre 40 anni Grotta Romanelli si apre di nuovo alla ricerca scientifica. La grotta, situata nella costa meridionale del Salento nelle vicinanze del comune di Castro (LE), rappresenta un sito di importanza mondiale per lo studio della preistoria, dell’evoluzione umana e dei cambiamenti climatici avvenuti nel corso di decine di migliaia di anni. La notizia è stata data mercoledì 1 luglio nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nel castello di Castro alla presenza alla presenza del Soprintendente Prof. Luigi La Rocca e del dott. Salvatore Bianco, Funzionario della Soprintendenza e coordinatore del Centro Operativo per la Archeologia del Salento, oltre che dai direttori di scavo. Le attività di scavo e di ricerca, autorizzate dalla Soprintendenza per l’Archeologia della Puglia, saranno condotte da un team del Dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza (Università di Roma) coordinato dal prof. Raffaele Sardella e dal dott. Massimo Massussi.

Nella grotta, oggetto di indagine dall’inizio del ‘900 fino all’inizio degli anni ’70, sono state rinvenute testimonianze della presenza umana per un intervallo temporale di decine di migliaia di anni. La scoperta di strumenti in pietra ha consentito per la prima volta agli studiosi di riconoscere la presenza del Paleolitico in Italia. Nella grotta sono presenti anche delle incisioni sulle pareti che rappresentano un’importante testimonianza di un’antica arte che affascina gli studiosi di tutto il mondo. Di grande interesse per gli studiosi anche i tanti resti fossili che documentano i cambiamenti climatici avvenuti nella cosiddetta “era glaciale”. Per affrontare le molteplici tematiche rappresentate dalla grotta l’attività del gruppo di ricerca, che include paleontologi, archeologi, geologi ed altri esperti, seguirà un approccio multidisciplinare. Insieme alle convenzionali metodologie di indagine archeologiche e geo-paleontologiche saranno adottati metodi legati all’uso di strumenti moderni come droni, laser scanner e TAC applicate ai reperti fossili scoperti.

Le diverse fasi degli studi e le scoperte attese saranno oggetto di articoli scientifici su riviste internazionali e saranno anche presentate al grande pubblico nel corso di attività divulgative e didattiche appositamente organizzate sul territorio che coinvolgeranno gli abitanti e i tanti turisti che ogni anno arrivano il Salento. La ripresa delle attività di scavo e di ricerca di Grotta Romanelli andranno ad alimentare e rinnovare l’attenzione verso i siti di interesse scientifico e culturale che fanno del Salento un’area unica a livello internazionale.