Scoperta un’altra specie fossile di pinguino gigante in Nuova Zelanda

Rinvenuti resti fossili di una nuova specie di pinguino del Paleocene: poteva raggiungere i 180 cm di lunghezza e il peso di circa un quintale


Come pubblicato sulla rivista Nature Communications, un team di paleontologi guidato da G. Mayr ha scoperto presso Hampden Beach, nella parte meridionale della Nuova Zelanda, resti fossili di una nuova specie di pinguino vissuto nel tardo Paleocene, tra circa 56 e 59 milioni di anni fa.

Questa specie, denominata  Kumimanu biceae, che in lingua maori significa “uccello mostruoso”, presentava dimensioni piuttosto ragguardevoli. Infatti, frammenti dello scheletro appendicolare hanno permesso di stimare che K. biceae possedeva un’altezza di circa 180 centimetri e poteva raggiungere il peso di un quintale.

Inoltre, K. biceae non rappresenta solamente una delle più grandi specie di pinguino fossile finora note, ma è considerata anche una tra le più antiche. Date le numerose plesiomorfie di questa specie, i paleontologi hanno mostrato che dal punto di vista filogenetico K. biceae si colloca al di fuori del clade degli altri pinguini giganti vissuti nei più recenti periodi geologici dell’Eocene e dell’Oligocene.

K. biceae, insieme ad altri recenti ritrovamenti di specie di pinguino estinte di grosse dimensioni (Pikaia ne ha parlato qui e qui), costituisce anche un’ulteriore prova che il gigantismo era un fenomeno piuttosto diffuso tra i primi pinguini comparsi in seguito all’estinzione di massa avvenuta verso la fine del periodo Cretaceo, circa 66 milioni di anni fa. Secondo gli studiosi, la grande taglia di questi uccelli marini era forse una conseguenza diretta del fatto che questi organismi erano completamente incapaci di volare.

Ad oggi non si conoscono con certezza i motivi che condussero K. biceae e gli altri pinguini giganti all’estinzione, tuttavia sembrerebbe che la comparsa di altri grandi predatori marini, come ad esempio foche e cetacei odontoceti, li abbiano costretti a competere in modo via via crescente per le risorse tanto da causarne in seguito un inarrestabile declino.


Bibliografia:
Mayr G., Scofield R. P., De Pietri V. L., Tennyson A. J.D., 2017. A Paleocene penguin from New Zealand substantiates multiple origins of gigantism in fossil Sphenisciformes. Nature Communications 8: 1927; doi: 10.1038/s41467-017-01959-6

Immagine: RECONSTRUCTION BY G MAYR/SENCKENBERG RESEARCH INSTITUTE, CC BY-ND