Sempre prima

Fino a qualche tempo fa si pensava che i primi uomini a entrare in Nord America fossero rappresentanti della cosiddetta “cultura Clovis”. Erano arrivati, in varie ondate, a partire da circa 13.000 anni fa, attraversando lo stretto di Bering ed entrando in un continente freddino anzichenò. Da lì si erano spinti verso sud, popolando prima il Nord America poi il


Fino a qualche tempo fa si pensava che i primi uomini a entrare in Nord America fossero rappresentanti della cosiddetta “cultura Clovis”. Erano arrivati, in varie ondate, a partire da circa 13.000 anni fa, attraversando lo stretto di Bering ed entrando in un continente freddino anzichenò. Da lì si erano spinti verso sud, popolando prima il Nord America poi il Centro e il Sud, e arrivando infine in Patagonia. Nonostante reperti sparsi qua e là non rientrassero in questo modello, lo scenario sembrava abbastanza stabilito. Ma i reperti sparsi si sono dimostrati più ostinati di quanto si pensasse, e ora un ritrovamento decisamente spettacolare pubblicato su Science smentisce tutta l’ipotesi definita “Clovis first” (cioè gli uomini della cultura Clovis sono arrivati prima degli altri).

Sono stati infatti trovati moltissimi strumenti litici (nell’immagine in alto) che risalgono a circa 15.500 anni fa – i più antichi, perché ce ne sono fino a 13.200 anni fa. Poiché non sono del tutto diversi dalle punte e altri strumenti della cultura Clovis (qui un’immagine), i ricercatori hanno pensato che i Clovis stessi fossero derivati da questi pre-Clovis, con alcune modifiche e miglioramenti nella struttura delle punte di freccia o altro.

Questo articolo non fa che collegarsi ad altri in cui si dimostra che l’espansione della nostra specie (e non solo) al di fuori della culla africana è stata molto più veloce di quanto non si pensasse. Per esempio, nello stesso numero di Science si parla di strumenti litici ritrovati in India. Solo che risalgono ad oltre un milione di anni fa, quando di Homo sapiens non c’era ovviamente traccia; sono stati creati infatti molto probabilmente da Homo erectus, che d’altronde era l’unica specie uscita dall’Africa al tempo. In India erano stati trovati altri reperti ascritti a Homo heidelbergensis (forse), ma questi ritrovamenti fanno piazza pulita di queste ipotesi. Allora, lo scenario in questo caso è che H. erectus sia uscito dall’Africa circa 1,5 milioni di anni fa e si sia diretto verso i tropici, mentre H. heidelbergensis sia uscito molto dopo e sia andato verso l’Europa e l’Asia occidentale. Qui c’è lo schema temporale, tratto da un commento di Robin Dennell sempre su Science, di quanto può essere successo, basato solo sugli strumenti (Attirampakkan è il sito in India dove sono stati trovati gli artefatti).

Il primo articolo mette in discussione anche un’altra ipotesi, quella dell’estinzione dei grossi mammiferi nord americani in seguito all’attivo dei primi uomini, circa 13.000 anni fa. E’ la cosiddetta ‘Pleistocene overkill hypothesis‘, per la quale molte specie di megafauna nordamericana si estinsero in seguito all’arrivo dei primi uomini, appunto i Clovis. Si potrebbe risolvere la questione dicendo che i preclovis si sono “evoluti” nei Clovis e hanno acquisito tecnologia che hanno permesso loro di far fuori quasi tutti i mammut, i lupi e i bisonti del Nord America, ma non so se è sufficiente. Anche qui, vedremo.

Marco Ferrari


Riferimenti:

Pringle, H. (2011). Texas Site Confirms Pre-Clovis Settlement of the Americas. Science, 331 (6024), 1512-1512. DOI: 10.1126/science.331.6024.1512

Dennell, R. (2011). An Earlier Acheulian Arrival in South Asia. Science, 331 (6024), 1532-1533. DOI: 10.1126/science.1203806
 

Immagine:
(Credit: Image courtesy of Michael R. Waters)