Sesso evoluzione e metafore

Franceschini ci tiene evidentemente a fare il redattore esperto di evoluzione (si vedano su Pikaia alcuni precedenti) e scrive: Trascurerò questa volta di commentare il fatto che “gli uomini sono programmati” (recidivia).Ora, senza scomodare il pensiero femminista, è luogo comune che il maschio cerca di evitare la riproduzione quando incontra una donna, preferendo il “sesso sicuro” e Franceschini, da “giurisprudente”

Franceschini ci tiene evidentemente a fare il redattore esperto di evoluzione (si vedano su Pikaia alcuni precedenti) e scrive: <<Il professor George Fielman, membro della British Psychological Society”, commenta sul Telegraph che i risultati riflettono il fatto che gli uomini sono programmati dall’evoluzione per pensare a come trasmettere i propri geni “Quando un uomo incontra una donna” afferma lo studioso” è concentrato sulla riproduzione”>>

Trascurerò questa volta di commentare il fatto che “gli uomini sono programmati” (recidivia).

Ora, senza scomodare il pensiero femminista, è luogo comune che il maschio cerca di evitare la riproduzione quando incontra una donna, preferendo il “sesso sicuro” e Franceschini, da “giurisprudente” qual è, sicuramente lo sa.

Dobbiamo dunque dedurre che l’ultima frase ha senso se il termine “concentrarsi” è inteso non in senso proprio, ma metaforico, e quindi se la frase attribuita al professore viene riferita all’ “istinto” dell’uomo maschio, retaggio biologico della sua evoluzione.

Allora anche il termine “pensare” poco prima sarebbe usato metaforicamente (dei danni delle metafore non si parlerà mai abbastanza), riferendo facoltà tipiche della psicologia dell’individuo umano alla biologia della specie che non le può, ontologicamente, possedere.

Sarebbe paradossale se fosse intenzionalmente provocatorio, ma così è soltanto insensato: la metafora attribuisce alla biologia animale un pensiero meta-riflessivo, esattamente ciò che da sempre viene considerata la diversità dell’uomo rispetto all’animale, tanto che molti la attribuiscono a un dono divino.

L’effetto risultante è decisamente buffo per chi se ne intende, ma totalmente disastroso dal punto di vista della divulgazione scientifica che sembra essere la mission che Franceschini si attribuisce: sapendo che la scoperta del gene è avvenuta nel periodo attorno al 1900 ve lo immaginate un Homo erectus che pensa a come trasmettere i propri geni? E, in confidenza, quando voi fate sesso, ammettendo anche che lo facciate con l’intenzione di fare un figlio, il vostro pensiero dominante è come trasmettere i vostri geni?

Marcello Sala