SIBE 2010 – Terzo Giorno (I parte)

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Ad aprire l’ultima giornata come “invited speaker” Menno Schilthuizen, ricercatore al Netherlands Centre for Biodiversity “Naturalis”, professore dell’Università di Groningen e ricercatore associato dell’Institute for Tropical Biology and Conservation presso la University Malaysia Sabah. Durante la sua presentazione si è trattato di come vengono determinate le forme simmetriche o asimmetriche degli organismi e di come emergono dal punto di vista

Ad aprire l’ultima giornata come “invited speaker” Menno Schilthuizen, ricercatore al Netherlands Centre for Biodiversity “Naturalis”, professore dell’Università di Groningen e ricercatore associato dell’Institute for Tropical Biology and Conservation presso la University Malaysia Sabah. Durante la sua presentazione si è trattato di come vengono determinate le forme simmetriche o asimmetriche degli organismi e di come emergono dal punto di vista evolutivo. L’argomento ha suscitato grande interesse nella platea e ha dato vita ad un lungo dibattito, proseguito anche durante la pausa caffè.

Si è quindi affrontato il quarto simposio, il cui argomento è stato l’evoluzione degli organismi. Roberta Pennati del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Milano, partendo dalla neuroanatomia comparata delle ascidie e delle larve di anfiossi, ha spiegato cosa sia possibile inferire dai dati analizzati a proposito del sistema nervoso dell’antenato dei cordati. Successivamente Roberto Guidetti del Dipartimento di Biologia dell’Università di Modena e Reggio Emilia ha esposto gli aspetti evoluzionistici e i significati ecologici della dormienza nei tardigradi e le diverse declinazioni con cui questa si attua. Fabrizio Ghisetti ha raccontato una modalità di trasmissione del genoma mitocondriale molto particolare ovvero quella biparentale: in alcuni organismi, tra cui le buonissime vongole, non è solo la madre infatti a trasmettere il contenuto genico dell’organello. Lo studio esposto è stato svolto nel Dipartimento di Biologia Evoluzionistica Sperimentale all’Università di Bologna. Si è tornati a parlare delle fasi della prima emersione di un sistema nervoso centrale nei metazoi grazie a Alessandro dell’Anna del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Milano. Luca Cornetti della Fondazione Edmund Mach ha parlato, durante il quinto intervento della sessione, delle relazioni evolutive tra le sottospecie di Zootoca vivipara delle popolazioni alpine, cercando di chiarire se esse possano essere considerate o meno unità evolutive grazie ad uno studio svolto ancora una volta sul DNA mitocondriale. Elena Bitocchi dall’Università Politecnica delle Marche è tornata a parlare del fagiolo comune, questa volta indagandone le origini in madrepatria: Mesoamerica e SudAmerica. A seguire Isabella d’Anna, del Max Planck Institute for Developmental Biology, ha parlato di un fenomeno molto importante nell’evoluzione dei parassiti: il cambio d’ospite. Si è concentrata specificamente su una specie di nematode, raccontando anche le possibili ipotesi su come esso si sia mosso tra America ed Europa (compagno di viaggio del fagiolo, quindi!) seguendo o portando il proprio ospite con sé. Ha inoltre indagato le basi genetiche di queste interazioni. Last but not least Matteo Montagna del Dipartimento di Biologia dell’Università di Modena e Reggio Emilia ha presentato lo studio di una specie criptica, indagato tramite la tecnica del DNA barcoding, illustrando l’utilità di tale strumento in casi come questo.

Infine si sono svolte le premiazioni del miglior poster, della miglior essay divulgativa e del Premio Canestrini.

 

Ilaria Panzeri e Luca Perri