SIBE 2010 – Terzo Giorno (II parte)

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Nel pomeriggio si sono svolte le ultime due sessioni del congresso. La prima, deicata all’evoluzione umana, è stata aperta da Valeria Montano del Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza di Roma. Il suo studio verte sull’espansione della popolazione pre-neolitica di lingua Bantu, indagata tramite i lineages del cromosoma Y di tali popolazioni in Nigeria, Camerun, Gabon e Congo. Frederick

Nel pomeriggio si sono svolte le ultime due sessioni del congresso. La prima, deicata all’evoluzione umana, è stata aperta da Valeria Montano del Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza di Roma. Il suo studio verte sull’espansione della popolazione pre-neolitica di lingua Bantu, indagata tramite i lineages del cromosoma Y di tali popolazioni in Nigeria, Camerun, Gabon e Congo. Frederick T. Wehrle ha poi parlato dell’evoluzione integrata dei segnali di comunicazione per quanto riguarda la percezione del colore negli esseri umani. È arrivato poi il turno della squadra proveniente dall’Università degli studi di Ferrara. Silvia Ghirotto ha spiegato come, secondo simulazioni effettuate dal suo gruppo di ricerca, non ci siano evidenze di incroci con i Neandertal nel genoma mitocondriale dei Cro-Magnon e della moderna popolazione europea. Un’altra Silvia (stavolta Fuselli) ha esposto i risultati dell’analisi di loci coinvolti nel metabolismo delle molecole esogene, mediatori tra l’uomo e l’ambiente: poiché questi si evolvono conseguentemente al cambiamento dell’ambiente circostante, il loro studio (oltre a fornire importanti informazioni a livello farmaceutico) può aiutarci a ricostruire le evoluzioni adattative della nostra specie. Infine Caterina Chianella ha fornito i dati relativi all’indagine sulla genetica dell’adattamento umano all’elevata altitudine, in particolare nella zona peruviana dell’altopiano andino.

La sesta ed ultima sessione è stata invece dedicata alla Teoria Evoluzionistica. Il pikaiano Emanuele Serrelli del Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione dell’Università degli Studi di Milano Bicocca ha esposto le proprie considerazioni riguardo i paesaggi adattativi proposti da Sewall Wright. Ha poi descritto l’evoluzione di queste rappresentazioni in autori successivi, come Sergey Gavrilets. Giuseppe Damiani, ricercatore presso l’Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Pavia, ha voluto quindi portare il proprio contributo riguardo la possibilità di una rivalutazione delle posizioni lamarkiane a proposito della capacità endogena degli organismi di produrre mutazioni direzionate. Ha inoltre proposto che la selezione sessuale abbia un’importanza indipendentemente dalla selezione naturale in quanto servirebbe per mantenere la diversità all’interno delle specie, che potrebbe servire in ambienti e tempi successivi. E’ venuto quindi il turno di Stefano Mona, Post Doc presso la University of Bern, in Svizzera. Sono stati presentati i suoi dati relativi a simulazioni di frammentazioni d’habitat durante le espansioni di una popolazione. A chiudere i lavori di questo IV congresso SIBE il Presidente di Pikaia, Telmo Pievani, con una dissertazione riguardante l’evoluzione della teoria evoluzionistica (perdonate il gioco di parole!) e la sua struttura attuale.

Al termine della sessione è dunque cominciata l’Assemblea generale della SIBE per l’elezione del nuovo direttivo, al termine della quale verrà decretata la conclusione del congresso.

Infine, dopo cena, verrà proiettato il film sulla vita di Charles Darwin “Creation”, misteriosamente mai distribuito in Italia.

Alla prossima e buona evoluzione a tutti!

 

Ilaria Panzeri e Luca Perri