Speciazione rapida nei fringuelli di Darwin

Un giovane fringuello, migrato da un’isola all’altra delle Galapagos più di trent’anni fa, potrebbe aver dato origine a una nuova specie

Daphne Major è una piccola isola vulcanica priva di alberi, che sorge dalle acque del Pacifico meridionale. Il suo nome è poco conosciuto ma l’arcipelago di cui fa parte – le Galapagos – non ha bisogno di presentazioni. Proprio su Daphne Major, nel 1973, i coniugi Peter e Rosemary Grant, biologi evolutivi di Princeton, diedero inizio a un lungo studio di osservazione che portò a risultati sorprendenti nella comprensione dei meccanismi evolutivi. I due scienziati videro l’evoluzione per selezione naturale in atto, studiando le diverse specie di fringuelli che abitano l’isola. Al loro lavoro di ricerca, durato più di quarant’anni, si aggiunge ora un nuovo, importante tassello.

Stando ai risultati di uno studio pubblicato su Science, frutto di una collaborazione fra le università di Princeton e Uppsala, una nuova specie può emergere nel giro di due sole generazioni. Per capire le conclusioni degli autori dell’articolo, bisogna fare un salto indietro di 36 anni.

Nel 1981, un fringuello maschio arrivò su Daphne Major. Sembrava appartenere alla specie Geospiza fortis, benché fosse più grande e avesse un canto diverso da quello dei suoi simili. Incuriositi, i ricercatori tennero d’occhio lui e i suoi discendenti per sei generazioni, osservandone la riproduzione, studiandone la morfologia e analizzandone il genoma. Date le dimensioni, questa linea di discendenza venne chiamata “Big Bird lineage”.

Grazie alle analisi genetiche, i ricercatori scoprirono che il maschio fondatore era un ibrido fra Geospiza fortis e Geospiza conirostris, il cosiddetto fringuello grande dei cactus, che vive solo nell’isola di Española, a più di 100 km di distanza da Daphne Major. Un lungo viaggio, insomma, al termine del quale l’avventuroso maschio rimase sull’isola vulcanica e si accoppiò con una femmina della specie G. fortis. Uno dei suoi figli fece lo stesso con un’altra femmina di G. fortis, ma da allora tutti gli altri accoppiamenti avvennero all’interno della stessa discendenza. Nonostante l’incrocio fra individui strettamente imparentati – detto endogamia o inbreeding – la nuova linea di fringuelli ha avuto un certo successo adattativo, valutato sulla base del loro tasso di riproduzione e della loro alta sopravvivenza.

Successo che, secondo i ricercatori, è probabilmente dovuto alla forma del loro becco, grazie al quale gli uccelli sono riusciti a sfruttare in maniera molto efficiente le risorse di cibo e acqua a disposizione. Combinando analisi genetiche, morfologiche e di popolazione, i ricercatori hanno scoperto che la dimensione del becco è aumentata nel corso delle generazioni. Un cambiamento che, stando ai risultati ottenuti, attribuiscono all’effetto della selezione naturale.

Oltre a ciò, i fringuelli del “Big Bird lineage” hanno sviluppato una barriera riproduttiva nei confronti di una delle popolazioni da cui discendono, Geospiza fortis, dovuta a differenze nella morfologia e nel tipo di canto. Non è ancora chiaro se esista una barriera riproduttiva anche nei confronti dell’altra specie parentale, Geospiza conirostris, poiché nessun esperimento è stato condotto ma, secondo i ricercatori, si tratta di un’ipotesi plausibile, dati i cambiamenti morfologici avvenuti nel “Big Bird lineage”.

Questa nuova linea di fringuelli quindi si comporta esattamente come una delle tre specie di fringuelli di Darwin già presenti su Daphne Major, avendo occupato una propria nicchia, grazie alla morfologia del becco, e non riproducendosi con nessuna di esse per motivi morfologici e comportamentali. Una possibile nuova specie, dunque, emersa dopo due sole generazioni. Non si sa ancora quale possa essere il suo successo evolutivo a lungo termine, ma di certo questo studio è un ottimo esempio del grande potenziale evolutivo di eventi rari e fortuiti come la migrazione di un avventuroso individuo in un nuovo ambiente dove le sue caratteristiche fisiche lo hanno reso particolarmente adatto a sopravvivere.