Squali alla deriva

Un errore di rotta e un effetto del fondatore: ecco come si sarebbe originata la popolazione di squalo bianco (Carcharodon carcharias) che vive nelle acque del Mar Mediterraneo. Questo è l’interessante risultato di uno studio molecolare condotto su un campione di quattro individui provenienti da zone molto lontane del Mediterraneo: uno dalla Sicilia, uno dalla Tunisia e due dalla Turchia.


Un errore di rotta e un effetto del fondatore: ecco come si sarebbe originata la popolazione di squalo bianco (Carcharodon carcharias) che vive nelle acque del Mar Mediterraneo.

Questo è l’interessante risultato di uno studio molecolare condotto su un campione di quattro individui provenienti da zone molto lontane del Mediterraneo: uno dalla Sicilia, uno dalla Tunisia e due dalla Turchia. I DNA mitocondriali dei quattro esemplari, infatti, presentano le medesime caratteristiche e gli squali, si legge sulle pagine di Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, sono considerabili come appartenenti allo stesso aplotipo (linea materna di trasmissione di DNA mitocondriale). Questa bassissima variabilità genetica della popolazione di squalo bianco del Mediterraneo potrebbe essere, sostengono i ricercatori, un classico esempio di effetto del fondatore: un piccolo gruppo di individui giunge in un luogo isolato e, adattandosi alle caratteristiche ambientali, si riproduce dando luogo ad un’intera popolazione che avrà le medesime caratteristiche genetiche dei pochi iniziali fondatori.

Inoltre, il confronto tra queste sequenze genomiche ha mostrato una stretta parentela tra gli squali mediterranei e quelli che vivono nell’Indo-Pacifico anzichè, come ci si poteva attendere, con quelli che vivono nell’Oceano Atlantico. Secondo gli studiosi questo risultato inatteso potrebbe indicare che il gruppo fondatore della popolazione di squalo bianco del Mediterraneo sia giunta per un errore di orientamento durante uno dei lunghi viaggi che sono spesso stati documentati in questa specie. E’ possibile che gli squali siano stati ingannati da cambiamenti nelle correnti che scorrono lungo la costa dell’Africa orientale, inducendoli a spingersi molto più a nord di quanto fossero abituati e ad entrare nello Stretto di Gibilterra, senza poi riuscire più a trovare una via d’uscita.

La popolazione è dunque geneticamente molto omogenea, con i conseguenti rischi noti come depressione da inbreeding. Siccome i casi documentati di ingresso di squali bianchi dall’Oceano Atlantico verso il Mediterraneo sono limitatissimi, è possibile che la popolazione sia quasi totalmente isolata e quindi considerabile ad alto rischio di estinzione, con potenziali catastrofiche conseguenze a livello dell’intero ecosistema che si troverebbe privo del predatore di vertice della catena alimentare.

Andrea Romano


Riferimenti:
Chrysoula Gubili, Rasit Bilgin, Evrim Kalkan, S.Ünsal Karhan, Catherine S. Jones, David W. Sims, Hakan Kabasakal, Andrew P. Martin, Leslie R. Noble. Antipodean white sharks on a Mediterranean walkabout? Historical dispersal leads to genetic discontinuity and an endangered anomalous population. Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, Published online before print November 17, 2010, doi: 10.1098/rspb.2010.1856

Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons