Svelato il mistero delle cascate di sangue

Nella foto in alto potete ammirare le magnifiche “cascate di sangue”, una sorta di torrente di colore rosso-marrone che fuoriesce dalle profondità del Ghiacciao Taylor, in Antartide, e che confluisce nell’oceano. Questo straordinario ambiente, oltre che unico al mondo, presenta alcune peculiari caratteristiche, come una grande concentrazione di zolfo e ferro. Uno studio pubblicato sull’ultimo numero di Science ha messo

Nella foto in alto potete ammirare le magnifiche “cascate di sangue”, una sorta di torrente di colore rosso-marrone che fuoriesce dalle profondità del Ghiacciao Taylor, in Antartide, e che confluisce nell’oceano. Questo straordinario ambiente, oltre che unico al mondo, presenta alcune peculiari caratteristiche, come una grande concentrazione di zolfo e ferro.

Uno studio pubblicato sull’ultimo numero di Science ha messo in evidenza come queste cascate si originino da un bacino sotterraneo (o meglio, sotto il ghiaccio), estremamente salino e totalmente privo di ossigeno, che i ricercatori ritengono sia rimasto isolato da oltre 1,5 milioni di anni. Le dimensioni del lago che alimenta le “cascate di sangue” non sono ancora ben note, mentre è emersa la presenza di alcune forme batteriche antichissime che sono in grado di soprvvivere in queste anguste condizioni. In assenza totale di prodotti di fotosintesi, è probabile che i batteri traggano le proprie energie metabolizzando lo zolfo e il ferro e utilizzando i pochi nutrienti organici rimasti intrappolati sotto i ghiacci.

La stretta parentela tra le forme batteriche rinvenute sotto il ghiacciaio ed altri microrganismi ampiamente diffusi negli oceani di tutto il mondo suggerisce, secondo i ricercatori della Harvard University e del Dartmouth College che hanno compiuto la scoperta, che tali forme di vita probabilmente alcuni milioni di anni fa occupavano ampie aree in pieno oceano.

La scoperta di un ecosistema così antico ed insolito pone alcuni nuovi interrogativi sul suo funzionamento e su come si sia mantenuto per milioni di anni intatto. Queste sono tra le prime domande a cui il gruppo di ricerca intende rispondere.

Andrea Romano


Riferimenti:
Jill A. Mikucki, Ann Pearson, David T. Johnston, Alexandra V. Turchyn, James Farquhar, Daniel P. Schrag, Ariel D. Anbar, John C. Priscu, Peter A. Lee. A Contemporary Microbially Maintained Subglacial Ferrous “Ocean”. Science Vol. 324. no. 5925, pp. 397 – 400. DOI: 10.1126/science.1167350