Archivio tag: variabilità genetica

Selezione genetica? Si grazie!

Alcune specie di afidi radicicoli si sono specializzate per fungere da veri e propri animali da allevamento per le formiche. In questa interazione simbiotica, gli afidi producono  una secrezione zuccherina (definita melata), che viene raccolta dalle formiche, per cui rappresenta una importante fonte di zuccheri. In cambio, gli afidi vengono letteralmente allevati, tanto che la loro riproduzione si basa sulla sola partenogenesi, poiché le loro

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La deriva (genetica) del tilacino

Il tilacino o lupo marsupiale della Tasmania (Thylacinus cynocephalus) è stato un carnivoro marsupiale che viveva in Australia e Tasmania. Questo predatore si estinse negli anni ’30 del secolo scorso a causa sia della feroce competizione con i dingo, che li eliminarono dall’isola principale, sia dell’incessante caccia da parte degli allevatori che si vedevano decimare i propri greggi da questa

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La diversità genetica del ghepardo

Forse non tutti sanno che il ghepardo (Acinonyx jubatus) non vive esclusivamente in Africa, ma è presente anche una piccola popolazione asiatica, più precisamente iraniana. Nonostante l’ampia distribuzione della specie, si riteneva che questo elegante felino avesse un’elevata omogeneità genetica all’interno del suo immenso areale, dovuta ad un evento di ‘collo di bottiglia’ (un’improvviso calo della popolazione che poi si

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Una fonte esogena di variabilità genetica?

Il phylum dei rotiferi (Rotifera) è costituito da piccoli organismi molto diffusi nelle acque dolci di tutto il mondo: tra questi, gli appartenenti alla classe Bdelloidea hanno sempre suscitato l’interese dei biologi in quanto si riproducono esclusivamente per via asessuale. In particolare, esistono solamente individui di sesso femminile che si sviluppano da uova non fecondate prodotte dalle femmine della generazione

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Variabilità genetica tra le popolazioni umane

Nel corso di 100.000 anni, le diverse popolazioni umane si sono ampiamente diffuse e hanno colonizzato gli angoli più remoti del nostro pianeta. Subendo la forza delle diverse pressioni selettive, le popolazioni si sono adattate ai differenti ambienti e si sono a poco a poco modificate, a volte manifestando effetti fenotipici evidenti, quale ad esempio la colorazione della pelle e

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Poca diversita’ genetica, siamo inglesi….

Secondo quanto scoperto e pubblicato sulla rivista Biology Letters della Royal Society britannica, la diversita’ genetica misurata nel mtDNA (DNA mitocondriale) delle popolazioni che abitarono l’Inghilterra tra il 300 e il 1000 D.C. era largamente superiore a quella che si riscontra nelle medesime regioni genomiche delle popolazioni attuali. I campioni genetici di 48 scheletri provenienti da siti archeologici di villaggi

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Vivere bene con poca variabilità genetica

Uno studio pubblicato su Proccedings of the Royal Society dimostra come nelle popolazioni di due specie affini di albatross (Diomedea exulans e Diomedea amsterdamensis) siano in grado di vivere nonostante un bassissimo livello di variabilità genetica intraspecifica. Minuziose analisi genomiche sembrano far pensare che questo basso tasso di variabilità, pari a circa un terzo del valore minimo riscontrato nelle altre specie di vertebrati

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Un nuovo livello di variabilita’ nel DNA umano

Questi studi recentissimi sul genoma umano stanno portando a nuove, inaspettate conclusioni: attraverso lo sviluppo di sofisticate tecniche sperimentali e matematiche e’ stato possibile individuare un nuovo livello di informazione nel DNA, rappresentato dalle cosiddette CNVs (varianti del numero di copie), delle quali e’ stato possibile fare per la prima volta, attraverso una particolare tecnica di microarray, una esauriente mappatura.

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