The Ancestor’s Tale. Il Gran Finale: l’Origine della Vita

Sesta ed ultima puntata della recensione estesa dell’ultima opera di Richard Dawkins: tutti gli eucaurioti si stanno dirigendo verso la meta del pellegrinaggio, pronti ad accogliere gli unici predecessori che li separano dall’origine della vita: e’ il Regno delle Monere…. Eravamo rimasti a circa 2 miliardi di anni fa, quando si registra il Grande Rendez-vous Storico e la complessa cellula

Sesta ed ultima puntata della recensione estesa dell’ultima opera di Richard Dawkins: tutti gli eucaurioti si stanno dirigendo verso la meta del pellegrinaggio, pronti ad accogliere gli unici predecessori che li separano dall’origine della vita: e’ il Regno delle Monere….

Eravamo rimasti a circa 2 miliardi di anni fa, quando si registra il Grande Rendez-vous Storico e la complessa cellula eucariota fa il suo ingresso sulla scena dell’evoluzione. Come gia’ ricordato, si tratta del risultato di un processo di endosimbiosi seriale, cioe’ di successivi eventi di incorporazione di organismi unicellulari piu’ semplici, un tempo dotati di vita indipendente. Al Rendez-vous 38 troviamo gli Archeani, definiti anche Archebatteri: Eucarioti ed Archeani hanno sicuramente un antenato in comune piu’ prossimo di quanto si possa dire del secondogruppo di procarioti (cioe’ gli Eubatteri). Alcuni studiosi ne suggeriscono il raggruppamento in un unico clade chiamato Neomura. Gli Archebatteri furono scoperti alla fine degli anni ’70 in ambienti estremi come fonti termali, anche caldissime, acque estremamente salate, acide o alcaline. Gli Eucarioti sembrano dunque essersi adattati, da un progenitore estremo, a condizioni pu’ “tranquille”, avendo nel frattempo incorporato altri procarioti.

Al Rendez-vous 39 gli Eubatteri si uniscono al pellegrinaggio. Il racconto piu’ importante e’ dedicato a Rhizobium, importante batterio coinvolto nella fissazione dell’azoto atmosferico, e allo stesso tempo dotato di flagello, struttura di movimento che contiene quella che puo’ essere considerata come esempio in natura (unico…) di vera e propria ruota! E’ lo spunto ideale per sotterrare una volta per tutte il concetto di Intelligent Design, oggi tanto in voga tra i moderni creazionisti. L’Intelligent Design, architettato per dare dignita’ scientifica all’idea di un creatore sovrannaturale, invoca la cosiddetta complessita’ irriducibile, ergendo ad esempio proprio la struttura del flagello: Dawkins propone il lavoro di Kenneth Miller sul Sistema di Secrezione di Tipo III (TTSS) e demolisce elegantemente la pretesa irriducibilita’ nella complessita’ di questa struttura. Il TTSS e’ infatti un “quasi flagello” che funziona perfettamente (non per il movimento, ma per iniettare sostanze chimiche in cellule ospiti). I batteri sono la forma di vita piu’ antica, maestri nell’intraprendere ogni sorta di diversa viachimica e metabolica, per numerosita’ certamente i principali esseri viventi sulla Terra. Un altro racconto e’ dedicato a Taq (Thermus aquaticus), un batterio termofilo che vive nelle sorgenti termali, tra i 50 e gli 80°C, famoso per fornire l’enzima DNA polimerasi, usata nella tecnica PCR (Polymerase Chain Reaction), e indicato come appartenente al piu’ antico gruppo di batteri, separatosi per primo da tutti gli altri.

Finalmente l’intero gruppo dei pellegrini, formato da tutti gli esseri viventi, giunge alla sua Canterbury: l’origine della vita, o meglio, l’origine dell’ereditarieta’! Dawkins non parla necessariamente di DNA o RNA, bensi’ di un replicatore capace di riprodursi in una reazione autocatalitica. Storicamente le teorie sull’origine della vita hanno posto l’accento sul metabolismo e sulla formazione della prima cellula, ma altre, altrettanto importanti, danno priorita’ all’autoreplicazione. In questo senso la teoria piu’ affascinante e’ quella del cosiddetto RNA World, in cui la parte di replicatore e di enzima ancestrale e’ interpretata appunto dal solo RNA. Lo sostengono elegantemente la Teoria dell’Iperciclo di Manfred Eigen e gli esperimenti sul virus batteriofago QBeta-RNA condotti da Sol Spiegelman. Sono ormai passati quasi quattro miliardi di anni da quando gli uomini moderni hanno intrapreso il loro viaggio a ritroso nel tempo. Ma dove cercare fisicamente la Canterbury dei pellegrini dell’evoluzione: nel tiepido specchio d’acqua di Darwiniana memoria, altrimenti noto come “brodo primordiale”, o nelle fessure vulcaniche profonde e bollenti dei fondali oceanici? La seconda ipotesi, considerata a lungo come del tutto improbabile, sta oggi guadagnando molti consensi, grazie alle evidenze raccolte negli ultimi anni mediante avanzate tecnologie di esplorazione.

Giunti finalmente alla meta, i pellegrini dell’opera di Chaucer verrebbero ora ricondotti ai luoghi dai quali sono partiti, ma Dawkins avverte che cio’ e’ impossibile, perche’ l’evoluzione non puo’ essere ripercorsa una seconda volta portando esattamente agli stessi risultati! Se ripetessimo un “esperimento della vita” per molte, moltissime volte, quali proprieta’ di un organismo si ripresenterebbero piu’ facilmente? Dovremmo sicuramente considerare fattori astronomici, parametri chimico-fisici ed eventi casuali (tettonica, impatto di asteroidi ecc.). L’evoluzione convergente e’ un fatto: varie caratteristiche si sono presentate molte volte. Secondo Simon Conway Morris pressioni selettive simili e vincoli nello sviluppo embrionale porteranno alle stesse soluzioni adattative; secondo Stephen J. Gould la contingenza difficilmente determinera’ una ripetizione degli eventi evolutivi gia’ riscontrati nel post-Cambriano. Un altro spinoso concetto e’ costituito dal progresso nell’evoluzione… Secondo Dawkins, piu’ che di progresso, termine che contiene gia’ un giudizio di superiorita’, si puo’ parlare di progressione verso strutture piu’ complesse. Si puo’ arrivare a parlare di evolvibilita’ dell’evoluzione: quando compaiono certe caratteristiche l’evoluzione prende una piega piu’ rapida e si aprono nuove strade verso la complessita’, come Maynard-Smith e Szathmàry hanno sottolineato nella loro opera The Major Transitions in Evolution. Un esempio su tutti? Il passaggio da RNA a DNA quale replicatore!

Il titolo dell’opera viene spiegato a sole tre pagine dalla fine: The Ancestor’s Tale significa Il Racconto dell’Antenato, di un solo antenato…. A chi si riferisce l’autore? Nella copertina dell’edizione americana campeggia un’elegante doppia elica dorata in fase di trascrizione, legata al nome dell’autore: e’ lei il nostro antenato piu’ antico, e’ il DNA.

Puntate gia’ pubblicate su Pikaia: The Ancestor’s Tale (recensione del libro) The Ancestor’s Tale 0-8. Tutti i primati si uniscono al pellegrinaggio The Ancestor’s Tale 9-15. Tutti i mammiferi si uniscono al pellegrinaggio The Ancestor’s Tale 16-24. Tutti i cordati si uniscono al pellegrinaggio

The Ancestor’s Tale 25-31. Tutti gli animali si uniscono al pellegrinaggio

The Ancestor’s Tale 32-37. Tutti gli eucarioti si uniscono al pellegrinaggio

Paola Nardi

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