Un becco per brucare alghe

Scoperti i resti del più antico rettile marino erbivoro

Tra i grandi vertebrati acquatici del Mesozoico, siamo abituati a pensare a plesiosauri, mosasauri e ittiosauri. Tutti animali strettamente carnivori. Ecco perché il ritrovamento, in Cina, dei fossili di un rettile marino erbivoro di dimensioni assai cospicue ha fatto il giro del mondo. Si tratta di Atopodentatus unicus, specie in realtà descritta alcuni anni fa sulla base di fossili frammentari, da cui non era stato possibile determinare l’anatomia, e quindi, la funzione dell’apparato boccale (qui un’immagine del fossile). Solo oggi, però, nuovi fossili hanno suggerito che questa specie aveva un cranio assolutamente unico nel periodo in cui visse: un cranio dotato di un becco allargato su entrambi i lati, da cui partiva una serie di piccolissimi denti. La morfologia dell’apparato boccale suggeriscono una dieta a base di alghe, che venivano brucate direttamente sugli scogli situati a basse profondità. Per altre su caratteristiche, come il lungo collo, Atopodentatus unicus sembrerebbe strettamente imparentato con i pleasiosauri. La specie visse intorno a 243-244 milioni di anni fa: si tratta della più antica testimonianza di erbivoria tra i rettili marini, pubblicata su Science Advances.


Riferimenti:
Li Chun, Olivier Rieppel, Cheng Long, Nicholas C. Fraser. The earliest herbivorous marine reptile and its remarkable jaw apparatus. Science Advances, 06 May 2016: Vol. 2, no. 5, e1501659. DOI: 10.1126/sciadv.1501659

Immagine credits: Y. Chen, © IVPP