Un cocktail di geni

La morfologia dell’ornitorinco (Ornithorhynchus anatinus), una delle poche specie di mammiferi monotremi sopravvissute fino ai giorni nostri, ha sempre attirato l’attenzione della comunità scientifica, così come della gente comune. Tutti sanno infatti che questa straordinaria specie presenta caratteristiche tipicamente mammaliane, come la produzione di latte e il corpo ricoperto da una folta pelliccia, ma anche rettiliane, come la deposizione di

La morfologia dell’ornitorinco (Ornithorhynchus anatinus), una delle poche specie di mammiferi monotremi sopravvissute fino ai giorni nostri, ha sempre attirato l’attenzione della comunità scientifica, così come della gente comune. Tutti sanno infatti che questa straordinaria specie presenta caratteristiche tipicamente mammaliane, come la produzione di latte e il corpo ricoperto da una folta pelliccia, ma anche rettiliane, come la deposizione di uova e la secrezione di un veleno. Inoltre, il becco simile a quello delle anatre, oltre che alla sopracitata ovoposizione, ha da sempre consentito l’associazione di questo animale anche agli uccelli.

Ebbene, tutti questi tratti “presi in prestito” da altri organismi, che fanno dell’ornitorinco una specie unica al mondo, si manifestano anche nel suo DNA che risulta un miscuglio di geni condivisi con i più diparati taxa di vertebrati. Questa conclusione è stata possibile grazie al recente sequenziamento dell’intero genoma, per mano di un gruppo internazionale di ricercatori, appartenenti a svariate università di tutto il mondo. La ricerca ha meritato la copertina dell’ultimo numero di Nature e ha gettato le basi per una migliore comprensione dell’evoluzione dei mammiferi, e non solo…

Il genoma di questa specie, accessibile dalla GenBank del NIH’s National Center for Biotechnology Information, condivide infatti i geni per la produzione del latte con i mammiferi e quelli adibiti alla formazione e allo sviluppo delle uova con rettili e uccelli. L’analisi genomica delle sequenze responsabili della produzione del veleno, abilità esclusiva dei maschi, ha rilevato inoltre omologie con alcune trovate nei rettili, tuttavia nell’ornitorinco sembra che siano avvenuti eventi di duplicazione che hanno consentito questa funzione.

Altre curiosità emergono sui geni che garantiscono a questa specie, che nuota con occhi e narici chiusi, la percezione dei campi elettrici generati dalle prede sott’acqua e sulla modalità di determinazione del sesso. Nel primo caso, sono state rinvenute sequenze geniche simili a quelle che in molti mammiferi placentati codificano per recettori di alcune molecole responsabili della percezione degli odori; nel secondo, sono state individuate, contrariamente agli altri mammiferi che hanno cromosomi sessuali ben definiti, porzioni di ben 10 diversi cromosomi coinvolti nella determinazione del sesso, con sequenze nucleotidiche molto simili a quelle che si ritrovano negli uccelli.

Ecco il video di un intervista rilasciata a Nature da alcuni autori del sequenziamento.

Approfondimenti da Pikaia:
Dall’uovo al latte: le basi molecolari dell’evoluzione dei mammiferi, notizia del 19/03/2008

Andrea Romano

Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons