Un mollusco gigante racconta una pagina sconosciuta del nostro passato

Il ritrovamento di una nuova specie di bivalve gigante (Tridacna costata), il primo da più di 20 anni, non solo arricchisce la nostra conoscenza sulla biodiversità di questo genere di molluschi marini, ma potrebbe anche fornire preziose informazioni sulle abitudini alimentari delle popolazioni umane durante i periodi glaciali e interglaciali del Pleistocene. Al giorno d’oggi infatti Tridacna costata rappresenta meno

Il ritrovamento di una nuova specie di bivalve gigante (Tridacna costata), il primo da più di 20 anni, non solo arricchisce la nostra conoscenza sulla biodiversità di questo genere di molluschi marini, ma potrebbe anche fornire preziose informazioni sulle abitudini alimentari delle popolazioni umane durante i periodi glaciali e interglaciali del Pleistocene.

Al giorno d’oggi infatti Tridacna costata rappresenta meno dell’1% delle specie dello stesso genere che vivono nel Mar Rosso, mentre dai reperti fossili emerge che in tempi antichi la sua presenza era molto più abbondante, sfiorando anche l’80% del totale. A cosa si deve questo declino? Secondo un gruppo di ricercatori dell’Alfred-Wegener-Institute for Polar and Marine Research il crollo demografico di questa specie sarebbe dovuto allo sfruttamento umano.

Le testimonianze fossili mostrano infatti una forte riduzione di questo mollusco a partire da circa 125.000 anni fa, periodo in cui le popolazioni umane abitavano le coste del Mar Rosso e precedente alle prime migrarazioni fuori dall’Africa dell’Homo sapiens. Le analisi evidenziano inoltre un decremento costante e progressivo fino ai giorni nostri.

Lo sfruttmento umano potrebbe non essere l’unica causa possibile di questo declino, ma anche considerando le caratteristiche ecologiche della specie questa ipotesi sembra senza dubbio più accreditata rispetto a quella di un collasso demografico dovuto a cause naturali. Tridacna costata vive infatti esclusivamente in acque costiere molto basse, rendendola particolarmente vulnerabile, soprattutto durante i periodi glaciali in cui si verifca un notevole abbassamento del livello del mare.

Questo mollusco, concludono i ricercatori dalle pagine di Current Biology, potrebbe dunque aver giocato un ruolo chiave nel fornire risorse alimentari abbondanti e facilmente reperibili ai nostri antichi progenitori durante un periodo poco favorevole, ma avrebbe pagato a caro prezzo queste caratteristiche. Ora infatti solo 6 bivalvi giganti su 1.000 appartengono a Tridacna costata, che può essere considerata la prima vittima del sovrasfruttamento umano delle barriere coralline.   

Andrea Romano


Riferimenti:
Claudio Richter, Hilly Roa-Quiaoit, Carin Jantzen, Mohammad Al-Zibdah, and Marc Kochzius. Collapse of a New Living Species of Giant Clam in the Red Sea. Current Biology, 2008; DOI: 10.1016/j.cub.2008.07.060

Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons