Una riserva marina per salvare l’Antartide

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Siglato uno storico accordo per creare la riserva marina più grande al mondo nel Mare di Ross, in Antartide.

Uno storico accordo tra 24 Paesi e l’Unione Europea ha siglato la nascita della riserva marina più grande del mondo, la prima in acque internazionali. Si tratta di un’area di 1,55 milioni di chilometri quadrati, due volte la superficie del Texas, nel Mare di Ross, al largo dell’Antartide. L’accordo internazionale entrerà in vigore entro il dicembre 2017 e garantirà protezione da pesca commerciale ed estrazione di minerali in un’area definita dagli scienziati come “l’ecosistema marino meno contaminato dall’uomo sul pianeta”.

 

Un accordo travagliato

I membri della Commissione per la Conservazione delle risorse marine viventi dell’Antartide (CCAMLR) hanno discusso per oltre cinque anni la proposta, avanzata nel 2012 da Stati Uniti e Nuova Zelanda, di creare una riserva marina internazionale nel Mare di Ross. I tentativi di accordo precedenti non erano andati a buon fine soprattutto a causa dei veti posti dalla Russia, uno dei protagonisti del tavolo delle negoziazioni nonché uno dei maggiori sfruttatori delle risorse ittiche della zona. Il 28 ottobre scorso a Hobart, in Australia, anche quest’ultimo ostacolo è caduto e, con il benestare russo, è stato finalmente siglato l’accordo, seppur con qualche compromesso. Mosca ha infatti ottenuto uno “sconto” sulla durata dell’intesa, 35 anni contro i 50 proposti, e sull’estensione dell’area protetta. In circa 1.117.000 km2 saranno completamente bandite le attività commerciali. Altri 322.000  km2 saranno aperti invece ad attività di pesca controllata, mentre su 110.000 km2 della riserva sarà consentita la pesca limitata di merluzzi e di krill. Questo significa che se da una parte l’area totale della riserva è la più grande al mondo, superando il Monumento Nazionale Marino di Papahānaumokuākea nelle isole Hawaii, dall’altra l’area protetta al 100% è in realtà più piccola. Inoltre, secondo le regole ferree dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, un accordo che prevede una “scadenza” – 35 anni in questo caso – non sancisce la nascita di una vera e propria riserva marina protetta, anche se si tratta sicuramente di un primo importantissimo passo di consapevolezza nei confronti della conservazione degli oceani.

 

Mare di Ross

L’area marina protetta nel Mare di Ross si estende per 1,55 milioni di chilometri quadrati, la più grande del mondo in acque internazionali. Le zone indicano: 1 – Protezione generale; 2 – Zona speciale di ricerca; 3 – Zona di ricerca sul krill (Immagine: Wikimedia Commons)

 


Un Antartide da salvare

Il Mare di Ross rappresenta un vero e proprio santuario per gli studiosi di tutto il mondo, in quanto rappresenta un esempio, ormai raro, di ecosistema marino “sano” che poco ha risentito dell’impatto dell’uomo. Si tratta, inoltre, di un vero e proprio scrigno di biodiversità che da solo ospita oltre 16.000 specie viventi. Circa il 38% della popolazione mondiale di pinguini di Adelia trova dimora qui, insieme al 45% di tutte le foche di Weddell del Pacifico del Sud, senza contare pinguini imperatore, orche assassine, uccelli procellariformi, balene e altre importanti specie alla base della catena alimentare degli oceani. Le minacce principali per quest’area dell’Antartico derivano dalla pesca industriale e dal cambiamento climatico: eliminare uno di questi di due fattori permetterà di mantenere il più possibile inalterato questa fetta di oceano e di monitorare nel corso del tempo gli effetti del cambiamento climatico sulla fauna marina. Intanto, la Commissione per la Conservazione delle risorse marine viventi dell’Antartide sta lavorando per proporre la creazione di aree protette simili al largo delle coste est dell’Antartide e nel mare di Weddell.

Silvia Reginato, da Zanichelli Aula di Scienze

 

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Immagine: Flickr