Vita, morte e malefatte di … John Hunter

Prima di scoprire chi fu John Hunter occorre spiegare che nell’Inghilterra del XVIII secolo esistevano due tipologie di  medici: il Physician e il Surgeon. Quali erano le differenze tra le due categorie: il Physician aveva una laurea con specializzazione, come i medici attuali; il Surgeon era una persona, spesso senza studi, ma veloce nell’usare il bisturi (quindi non comparabile ai



Prima di scoprire chi fu John Hunter occorre spiegare che nell’Inghilterra del XVIII secolo esistevano due tipologie di  medici: il Physician e il Surgeon. Quali erano le differenze tra le due categorie: il Physician aveva una laurea con specializzazione, come i medici attuali; il Surgeon era una persona, spesso senza studi, ma veloce nell’usare il bisturi (quindi non comparabile ai nostri chirurghi). Ebbene John Hunter era un Surgeon.

John Hunter nacque a East Kilbride, Scozia, nel 1728, il più piccolo dei 10 figli di una famiglia di agricoltori. Durante il periodo in cui frequentava la scuola del suo villaggio, ebbe difficoltà nell’imparare a leggere e a scrivere, era probabilmente dislessico;  lasciò la scuola a 13 anni. Dopo aver lavorato nella fattoria di famiglia fino ai 20 anni, egli raggiunse il fratello William a Londra nel 1748.

Maggiore di 10 anni rispetto a John, William aveva da poco aperto una Scuola di Anatomia a Covent Garden. Si trattava di una  struttura rivoluzionaria  per quei tempi,  la scuola dava, infatti, ai giovani surgeons e agli studenti di Medicina la prima opportunità di dissezionare corpi umani. La scuola ebbe un successo incredibile; e il segreto di quel successo era il continuo rifornimento di “cadaveri freschi”  rubati nottetempo dalle tombe dei poveri. Lavorando come apprendista e assistente  del fratello, John aveva il compito di procurare materiale fresco per le lezioni; iniziò così  uno stretto rapporto con i  body-snatchers, (persone che rubavano cadaveri dalle tombe e li vendevano ai surgeons per le dissezioni), rapporto che sarebbe durato per tutta la sua vita. John dissezionò  per il fratello 2.000 corpi, in 12 anni di lavoro comune.

Già da questa introduzione il lettore dovrebbe aver stabilito qualche connessione tra Hunter e M. Hyde; eppure qualunque biografia di Hunter lo descrive in modo positivo, vediamo.
Ecco un esempio:
Medico scozzese, studiò anatomia e chirurgia a Londra, dapprima al St. Batholomew’s Hospital e poi al St. George’s Hospital, ove fu per 25 anni istruttore di anatomia e chirurgia. John Hunter è ritenuto uno più grandi chirurghi di tutti i tempi. Gli si attribuisce il merito di aver trasformato la Chirurgia da mero “mestiere tecnico” a vera e propria specialità della Medicina. Egli rifiutò sempre le dotte disquisizioni accademiche per sostenere fortemente l’esperimento e l’osservazione diretta. Il suo credo è espresso da una sua asserzione, riportata molto spesso dal suo più famoso studente, Edward Jenner: « Non pensare, prova.» Fondamentali le sue scoperte relative a: cause infiammazione, malattie veneree,  sviluppo del feto e circolazione placentale, malattie dei denti umani, trattamento delle ferite d’arma da fuoco, funzione del sistema linfatico.
Indubbiamente notevoli traguardi, ma raggiunti con modalità molto discutibili!

Questa la facciata pubblica della sua duplice personalità…. Dr. Jekyll and Mr. Hyde dicevamo! Vediamo quindi the dark side of the scientist! ma andiamo per gradi per non scioccare subito i lettori.

Riguardo ai denti, aveva inventato una modalità di trapianto: toglieva i denti anteriori sani ai poveri e li trapiantava nelle bocche dei ricchi, che pagavano profumatamente il trattamento! Insomma una specie di Robin Hood dei dentisti  al contrario!

Convinto che la sifilide e la gonorrea fossero causate dallo stesso patogeno, Hunter si inoculò materiale infetto di un suo paziente affetto da gonorrea. Purtroppo dopo poco tempo si ammalò sia di sifilide, che di gonorrea, da cui guarì trattandosi con il mercurio per 3 anni. Era felice della conferma della sua scoperta, ma poi scopri che il paziente era infettato da entrambe le malattie!

Hunter era affascinato dalle anomalie genetiche umane, egli  pagava somme esorbitanti ai body-snatchers per uomini con svariate deformità! Il tutto andava ad ingrandire la collezione del suo nascente Museo. Poi qualcuno gli parlò di Charles Byrne “The Irish Giant“, alto 2.48 m (o 8 feet 2 inches), che divenne la sua ossessione!

Byrne, nel 1780, all’età di 21,  lasciò l’Irlanda e si trasferì a Londra, per cercar fortuna. Divenne subito la principale attrazione di Londra. Pare che Hunter gli avesse proposto una cifra esorbitante per vendergli il suo corpo dopo la morte, per dissezionarlo. Lo sfortunato gigante era così terrorizzato, da chiedere agli amici di essere posto dopo la morte in una bara di piombo e gettato in mare. Nel 1783 Byrne morì, ma il suo corpo non fu mai gettato in mare; Hunter spese 500 sterline (pari ad  un valore attuale di  £ 50.000) per averlo. Una volta impossessatosi del corpo lo tagliò a pezzi, li fece bollire, per ottenere le ossa pulite, che poi montò in uno scheletro completo ora esposto al  Hunterian Museum presso il Royal College of Surgeons a Londra. Gli irlandesi chiedono ora la restituzione del corpo e il suo ritorno in patria, e mi sembra una giusta richiesta!

La dissezione era una esperienza sensoriale completa per lui: oltre al terribile odore e alla necessità di fare osservazioni dettagliate, Hunter annotava perfino il sapore dei corpi: i succhi gastrici erano “leggermente salati o salmastri” e lo sperma era “un tipo di sostanza insipida; ma quando tenuto in bocca per un po’ di tempo, produce una sensazione di calore simile a quella delle spezie”. (Qui lasciatemi fare un commento, passino i succhi gastrici, ma lo sperma ???? )

Hunter celebrava la sua notorietà nell’elegante dimora di Leicester Square, ove viveva con la moglie. Eppure le conoscenze che stavano dietro la reputazione di Hunter non erano state raggiunte nel suo salone, ma nelle molto meno pubblicizzate stanze sul retro e nel teatro operatorio a gradinate, alimentato da  macabri soggetti anatomici, che arrivavano sempre puntuali attraverso l’entrata posteriore che dava sulla shabby Castle Street. Hunter aveva intelligentemente comprato la casa che era sul retro della sua residenza di Leicester Square, e lì aveva costruito il suo museo e il  teatro operatorio,   creando così mondi separati. Senza generare sorpresa molti studiosi accreditano alla storia di Hunter l’ispirazione che permise a Robert Louis Stevenson di scrivere il romanzo Dr. Jekyll and Mr. Hyde. Anche i personaggi di Stevenson, vivevano in una casa simile.

Nella sua elegante dimora nel  tranquillo villaggio di Earl’s Court, Hunter aveva un vero e proprio zoo esotico: bufali, arieti e pecore provenienti dalla Turchia, zebre e antilopi e uccelli si muovevano liberamente  e  in armonia tra loro sul prato antistante la casa, creando una scena simile a quella del libro Dr.Doolittle di Hugh Lofting. Hunter teneva invece all’interno di gabbie: leoni, tigri, pantere, iene e linci, tutte provenienti dalla Torre di Londra. In realtà a Earl’s Court egli conduceva esperimenti sugli animali di cui il Dr. Moreau sarebbe stato fiero. I lamenti dei maiali e dei cani  vivisezionati nel nome della scienza erano più forti dei ruggiti dei leoni. Esperimenti assurdi tipo quello di levare un testicolo ad un gallo, per metterlo nella pancia di una gallina!

Concludo qui, ma potrei dire ancora tantissimo, perché credo di aver già scioccato i lettori a sufficienza. Finalmente, nel 1793 morì per un infarto e ahimè nessuno dissezionò il suo corpo! venne invece sepolto a Westminster Abbey con i grandi scienziati inglesi.

Patrizia Martellini
Blog  Evolve or Die


Link:
The Hunterian Museum London