Vita Morte e miracoli di ……Marjorie Courtenay-Latimer

Un piccolo aiuto… Marjorie Courtenay-Latimer è la curatrice di un museo di storia naturale sudafricano, che nel 1938 trovò uno tra i più sorprendenti “fossili viventi” il Celacanto, che si pensava estinto da 80 milioni di anni; ora questo evento viene indicato con il termine di “ Effetto Lazzaro”.Il celacanto appartiene alla Classe dei Sarcopterigi; una classe di pesci completamente


Un piccolo aiuto… Marjorie Courtenay-Latimer è la curatrice di un museo di storia naturale sudafricano, che nel 1938 trovò uno tra i più sorprendenti “fossili viventi” il Celacanto, che si pensava estinto da 80 milioni di anni; ora questo evento viene indicato con il termine di “ Effetto Lazzaro”.

Il celacanto appartiene alla Classe dei Sarcopterigi; una classe di pesci completamente estinta, eccezion fatta per il nostro. Si trattava di pesci aventi le pinne pettorali e anali trasformate in qualcosa di simile ad abbozzi di arti contenenti parti ossee. Alcuni loro parenti strettissimi sono stati i pionieri che per primi si sono avventurati alla conquista delle terre emerse.In media un celacanto raggiunge gli 80 kg, una lunghezza di due metri ed ha una aspettativa di vita di 60 anni circa. Le sue scaglie secernono muco e il suo corpo trasuda un olio che, essendo lassativo, lo rende ovviamente immangiabile, a meno che non venga disseccato e salato. La durezza delle sue squame fa sì che esse siano usate dagli abitanti delle Isole Comore come carta vetrata.

Ma torniamo a Miss Latimer…Marjorie Courtenay Latimer nacque nella cittadina sudafricana di East London, il 24 febbraio del 1907. Suo padre, Eric, lavorava per le South African Railways. Marjorie crebbe con l’amore per la natura e per le collezioni di animali e fiori. Il suo interesse per i pesci fossili scattò quando venne mandata a scuola in un istituto religioso, dove una delle insegnanti le mostrò la sua notevole, seppur piccola, collezione di fossili. Marjorie pensava di diventare un’infermiera, ma poco prima di iniziare, apprese che il posto di curatore del museo di East London era vacante.

Accettato il lavoro nell’agosto del 1931, entrò nel palazzo per esplorare il suo impero. Consisteva, ricordava, di: “sei uccelli pieni di coleotteri dermestidi…. un maialino con sei gambe sotto formalina, circa 12 dipinti di East London, che erano molto belli e 12 stampe di scene della guerra del Kaffir”: insomma un disastro! Dopo aver buttato l’intero contenuto del museo, Marjorie cominciò a creare, con molta fatica, qualcosa di significativo e rappresentativo della regione.

Lei stessa raccolse personalmente rocce, piume e conchiglie per arricchire il museo; inoltre spesso si recava al porto per cercare strani pesci, che i pescatori del luogo le sottoponevano. Nel 1933 incontrò per la prima volta il Dr.Smith, esperto ittiologo, che la incoraggiò a continuare nel suo lavoro. Passò anche sei mesi presso il South African Museum di Cape Town, dove ampliò grandemente la sua conoscenza degli uccelli costieri. Ma veniamo al momento fatale…

In un bollente giorno Sud Africano, il 22 dicembre 1938, Marjorie Courtenay-Latimer soppesava le alternative tra completare la mostra di fossili nel piccolo museo e andare al pontile nella fievole speranza di osservare qualche reperto interessante nelle pescate appena arrivate.

Il dovere lottò brevemente con la possibilità di assaporare un poco di aria fresca, prima che si decidesse a incamminarsi verso i moli di East London, esclusivamente con lo scopo di fare gli auguri di Natale all’amico capitano Hendrik Goosen. Nel fare questo ella divenne parte del più importante evento zoologico del xx secolo: la scoperta del celacanto!

Quando Courtenay-Latimer, benvista dai pescatori locali a causa del suo interesse per la vita marina, salì a bordo del peschereccio Nerine, al comando del capitano Hendrik Goosen, fu messa di fronte a qualche tonnellata di squali, pescecani, spugne e stelle marine, ammucchiati sul ponte perché potesse ispezionarli. Sollevando il suo abito di cotone, ella rovistò nel già odorifero assortimento con decrescente aspettativa. Stava per dire all’unico marinaio presente sul ponte che intendeva ritornare al museo, quando improvvisamente notò una pinna blu malva, che sporgeva dal mucchio. Togliendo di mezzo le altre carcasse si imbatté nel “più bel pesce che avessi mai visto”.

Di una cosa era certa. Il pesce lungo 5 piedi (1,5 metri), coperto di pesanti scaglie e con “4 pinne simili ad arti e una strana coda” non assomigliava a nessun altro animale marino avesse mai visto. Malgrado la curatrice del museo di East London fosse praticamente un’autodidatta in materia zoologica, era convinta di aver scoperto qualcosa di straordinario!

Il grosso problema era: come conservare la prova a lungo nel soffocante caldo di un estate nella provincia del Capo Orientale? Con il suo aiutante Africano infilò il pesce – che pesava 58 Kg – in un sacco e lo trasferì sul molo, dove i due chiamarono un taxi. Dopo una lunga trattativa, il riluttante guidatore concordò di permettere che il fetido carico fosse infilato nel bagagliaio e velocemente portato al museo. Là, nessuno della piccola selezione di libri su cui lei poté mettere le mani, fornì il minimo indizio sull’identità dello strano visitatore che ora giaceva sul tavolo del museo. Quando lei trionfante lo mostrò al direttore del museo questi fu sbrigativo: “ Mistress Madge, sta creando un tale trambusto a proposito di quel reperto! Non è altro che un merluzzo da scoglio. Per lei tutte le anatre sono cigni.” Ma egli non aveva fatto i conti con la vena di testardaggine che era parte integrante del carattere di “Mistress Madge”.

Madge era determinata a consultare il Dottor J. L. B. Smith, un lettore di chimica della Rhodes University a Grahamstown, distante cento miglia, che era un celebrato ittiologo amatoriale. Non riuscendo a raggiungerlo telefonicamente, il 23 Dicembre gli scrisse una lettera, includendo l’adesso famoso primo disegno di un celacanto, completo di una descrizione delle sue caratteristiche.

In convalescenza dopo una malattia a Knysna, a 200 miglia lungo la costa oltre Grahamstown, Smith non ricevette la sua lettera fino al 3 Gennaio. Egli la studiò all’inizio completamente perplesso: “E poi una bomba sembrò scoppiarmi nella testa e dietro a quello schizzo e alla carta di quella lettera io stavo guardando una serie di creature pisciformi che apparivano come su uno schermo, pesci che non ci sono più, pesci che avevano vissuto in ere passate e dei quali solo pochi frammentari resti rimasti nella roccia sono noti”. A malapena capace di contenere la sua eccitazione, Smith andò immediatamente all’ufficio postale di Knysna e telegrafò a Courtenay-Latimer:” DI ASSOLUTA IMPORTANZA CONSERVARE SCHELETRO E BRANCHIE DEL PESCE DESCRITTO”. Egli più tardi la invitò a conservare anche le interiora del pesce.

Nel frattempo Courtenay-Latimer era piombata nella disperazione più profonda. Con quel clima la sua scoperta stava già cominciando a decomporsi. Madge tentò di portarlo nei luoghi più inusitati: nelle camere mortuarie di East London e poi nel deposito frigorifero, ma fu rifiutata dai custodi di entrambi. Rendendosi conto che tutte le sue prove erano a rischio, chiese a un tassidermista locale di preparare la creatura, cercando anche di conservare parte delle sue parti molli. Ma la seconda lettera di Smith arrivò troppo tardi per impedire che le interiora sparissero nella spazzatura municipale. Tuttavia, quando Smith arrivo a East London, il 16 Febbraio 1939, e andò direttamente al museo, fu assolutamente convinto dalle prove che vide: “malgrado io fossi arrivato preparato, quella prima occhiata mi colpì come un lampo al calor bianco….. rimasi impalato come trasformato in roccia. Si, non c’era ombra di dubbio, scaglia per scaglia, osso per osso, pinna per pinna, era proprio un vero Celacanto. Avrebbe potuto essere una di quelle creature di 200 milioni di anni fa risorta.” Effettivamente il celacanto, fino ad allora conosciuto solo dai suoi resti fossili, si pensava avesse cominciato ad evolversi verso la fine del periodo Devoniano, più di 300 milioni di anni fa.

Una scoperta di simile importanza doveva essere trattata con cautela, se non si voleva che fosse plagiata da rivali. Su richiesta di Courtenay-Latimer, all’East London Daily Dispatch fu permesso di pubblicare una fotografia, prima che il pesce fosse inviato per ferrovia scortato dalla polizia alla Rhodes University. Da Grahamstown Smith inviò una descrizione ed una fotografia a Londra dove in marzo furono pubblicate su Nature con il titolo, preso da una citazione di Plinio: “Ex Africa Semper Aliquid Novi” (Dall’Africa sempre qualcosa di nuovo).

Malgrado Courtenay-Latimer modestamente declinasse ogni credito per la scoperta, insistendo che al pesce avrebbe dovuto essere dato il nome del capitano che lo aveva pescato, Smith riconobbe il suo ruolo fondamentale nel nome dato al celacanto: Latimeria chalumnae, la seconda parte della sua classificazione faceva riferimento al fiume Chalumna, dove l’esemplare era stato catturato. Una cavillosa lettera successivamente pubblicata su Nature criticò Smith per aver dato al pesce il nome di Courtenay-Latimer, poiché ella aveva fatto un torto alla scienza per non aver conservato le interiora! La risposta di Smith, sempre sulle colonne di Nature, fu vigorosa. “Furono l’energia e la determinazione di Miss Latimer, che hanno permesso di conservare un reperto così importante e gli scienziati hanno buoni motivi per esserle grati. Il genere Latimeria è il mio tributo.”

Dopo la scoperta del celacanto, questo argomento divenne parte della vita di Marjorie. Questo interesse ricevette un nuovo impulso nel 1952, quando un secondo celacanto fu pescato dalle acque profonde al largo delle isole Comore tra l’Africa e il Madagascar. Questo diede a Smith, che non aveva mai smesso la ricerca, la possibilità di vedere per la prima volta un celacanto fresco, dopo un intervallo di 14 anni. Questo portò a documentare la prima popolazione conosciuta di celacanti. Più recentemente il celacanto è stato trovato anche al largo di Sulawesi, Indonesia, 6.000 miglia a est delle popolazioni dell’Oceano Indiano.

Dopo il pensionamento dall’East London Museum, Courtenay-Latimer continuò a interessarsi all’evolversi delle ricerche sul celacanto e fu onorata con un dottorato onorario, ricevuto dalla Rhodes University nel 1973. Scrisse un libro sui fiori selvatici e più tardi nella vita si diede alla scultura e alla pittura di temi floreali. Nel 1998 Latimer fu ospite d’onore a una cerimonia organizzata per festeggiare il 50esimo della scoperta e per presentare un’edizione di monete d’oro raffiguranti il celacanto… da non perdere anche la didascalia dell’immagine : Together again at a 50th anniversary function at the East London museum yesterday. Dr Marjorie Courteney-Latimer, Cpt Hendrick Goosen and ‘ol four legs’, the coelacanth, which astounded the scientific world when Captain Goosen caught it off Chalumna in 1938.

Malgrado l’amore non le fosse estraneo, Marjorie non si sposò mai. Morì a East London il 17 maggio 2004.


Bibliografia:

– J. L. B Smith, Old Fourlegs: The story of the Coelacanth Longmans, Green & Co., 1956
– Samantha Weinberg, A Fish Caught in Time: The Search for the Coelacanth HarperCollins, 200


Patrizia Martellini

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