Volpi argentate mansuete ed espressione genica

Sono bastate 40 generazioni di selezione artificiale per modificare il comportamento delle volpi allevate


Elena Jazin dell’Universita’ di Uppsala, Svezia, e i suoi collaboratori hanno confrontato due gruppi di volpi (Vulpes vulpes) allevate della varieta’ argentata: un gruppo e’ stato selezionato nel tempo per avere un comportamento non aggressivo nei confronti dell’uomo, mentre l’altro, pur allevato, non e’ stato sottoposto a particolare selezione. Lo studio, recentemente apparso su Current Biology , descrive in dettaglio le modificazioni morfologiche, fisiologiche e neurochimiche che tale selezione ha determinato, simili a quelle osservate in altri animali domestici. In particolare, e’ stata studiata l’attivita’ di migliaia di geni che trovano espressione nel cervello sia nei due gruppi di volpi allevate che in volpi selvatiche. L’obiettivo era di dimostrare che la modificazione dell’attivita’ di geni che hanno espressione nel cervello puo’ costituire un importante meccanismo di cambiamento comportamentale nel corso della selezione artificiale rappresentata dalla domesticazione.

I risultati, confermando questa ipotesi, hanno mostrato significative differenze, anche se non drammatiche, nell’attivita’ dei geni studiati per i due gruppi addomesticati, selezionati per mansuetudine e non, ma ancora piu’ importante e’ stato riscontrare che esiste una differenza ben maggiore tra l’attivita’ dei geni del gruppo selvatico rispetto ai due gruppi addomesticati. Secondo gli autori cio’ dipende dal fatto che nei due gruppi allevati le differenze genetiche rispecchierebbero soltanto il diverso comportamento rispetto all’aggressivita’, mentre il gruppo selvatico, essendo sottoposto a condizioni ambientali completamente diverse, mostrerebbe variazioni di espressione dei geni che controllano le attivita’ cerebrali per diversi altri pattern di comportamento.